FOOD
Il menu delle feste
Cosa mangiano a Pasqua gli italiani
Durante le feste pasquali nella stragrande maggioranza dei casi prevalgono, dentro e fuori le mura domestiche, i piatti tipici delle diverse realtà regionali.

A pranzo fuori
In 3,5 milioni hanno scelto di andare al ristorante per il pranzo di Pasqua con una netta tendenza ad inserire nei menu prodotti biologici e a chilometro zero. Sul territorio si riscoprono i piatti tipici regionali che da nord a sud attraversano l'intero Paese come per esempio gli gnocchi filanti in Piemonte, il casatiello napoletano e la corallina, salame tipico, accompagnata dalla pizza al formaggio mangiata a colazione in tutto il Lazio.
La nostra dieta
Da uno studio promosso dal Polli Cooking Lab, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari condotto su circa 100 esperti tra chef, food-blogger e antropologi dell’alimentazione, emerge inoltre che gli italiani per festeggiare la Pasqua puntano sulla dieta mediterranea con piatti tipici della tradizione culinaria locale. La dieta mediterranea invaderà i piatti degli italiani con verdure (88%), pesce (82%) e cereali (78%). Il motivo di tale successo? Secondo il 75% degli esperti è dovuto all’attenzione sempre maggiore rivolta alla salute, al prezzo vantaggioso dei prodotti locali (69%) e alla riscoperta delle tradizioni culinarie (64%).
Il resto del mondo
Certo, Paese che vai, tradizione pasquale che trovi: a differenza dell’Italia, dove non possono mancare verdure, pesce e cereali, sulle tavole di tutto il mondo si trovano alimenti dalle caratteristiche differenti. Ad esempio in Russia il piatto tipico pasquale è rappresentato dalla Paskha, un dolce tradizionale composto da formaggio, uova, mandorle, uva, vaniglia, spezie e canditi. Grande successo degli insaccati e della carne rossa in Germania, dove la tradizione vuole che si prepari l’Osterschinken im Brotteig, letteralmente prosciutto cotto in crosta di pane. Le uova invece trionfano in Grecia, infatti sono alla base della ricetta dello Tsoureki, un pane ricoperto appunto da uova. In Sud America la ricetta della Fanesca ecuadoregna si avvicina agli alimenti tipici della dieta mediterranea, con dodici varietà di fagioli, zucca e baccalà cotto nel latte, mentre in Messico la Capirotada è composta da un budino di pane, frutta secca, formaggio, sciroppo di zucchero e cannella.