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ECONOMIA

Mercati

A Piazza Affari scendono tutte le blue chip Non si ferma la corsa di petrolio e gas

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di Fabrizio Patti E' già un ricordo il rimbalzo di ieri delle borse. Oggi l'indice Ftse Mib di Milano scende del 2,30 per cento, -1% circa da inizio settimana.

Nel resto del Continente scendono tutti gli indici principali: Londra -1,78%, Francoforte -2,31%. Sono negativi tutti i 40 titoli del Ftse Mib. A scendere più del 4% sono Exor, Stellantis e Mediobanca. 
Oggi sono arrivati dati negativi sugli ordini industriali in Germania: ad agosto -7,7% rispetto a luglio, le attese erano di -2,1%. Il mese precedente erano saliti del 4,9%. 

A preoccupare i mercati è però soprattutto il prezzo dell'energia. Il petrolio oggi ha toccato gli 83 dollari al barile con il Brent, 10 dollari in più rispetto a un mese fa, ora è poco sopra gli 82.
E il gas naturale ieri è salito del 9 e mezzo per cento in un solo giorno, +151% dall'inizio dell'anno. Oggi +1,38%, a quota 6,40 dollari per milioni di unità termiche britanniche. 

I rischi che l'inflazione, con questi aumenti, non sia più considerabile transitoria e che quindi le banche centrali debbano in risposta alzare i tassi, porta all'insù il rendimento dei titoli di Stato americani (1,543%, in mattinata sfiorato l'1,57%). E questo, per confronto, rende meno appetibili le azioni.

Il rialzo dei rendimenti si deve peraltro anche al braccio di ferro negli Stati Uniti tra democratici e repubblicani sulla possibilità di superare il tetto imposto all'indebitamento. Senza un accordo, ha detto ieri la segretaria al Tesoro Janet Yellen, si rischia una recessione.
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