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ECONOMIA

I dati Istat

A settembre 500mila occupati in più su gennaio. Il tasso di disoccupazione scende al 9,2%

Aumentano però i senza lavoro tra i giovani

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Il tasso di disoccupazione a settembre cala al 9,2% (-0,1%) nonostante l'aumento tra i giovani di 15-24 anni al 29,8% (+1,8 punti).

Rispetto a gennaio 2021, a settembre si registra un saldo positivo di poco più di 500mila occupati. A dare la spinta alla ripresa è il lavoro dipendente che cresce di circa 520mila unità. Lo sottolinea l'Istat nel commento ai dati provvisori su occupati e disoccupati.

Rispetto ai livelli pre-pandemia, cioè febbraio 2020, il numero di occupati è inferiore di oltre 300mila unità, il tasso di occupazione e quello di disoccupazione sono più bassi rispettivamente di 0,4 e 0,6 punti, mentre il tasso di inattività è superiore di 0,9 punti. 

Gli occupati sono più 13mila per gli uomini, 46mila in più per le donne. Sono dipendenti a tempo determinato con un’età compresa tra i 25-34 anni e ultra 50enni.

A settembre è sceso anche il numero di chi cerca lavoro con un meno 1,2%. Non lo cercano gli uomini, ma a colpire è la fascia d’età, chi ha più di 24 anni. 

Sempre il  tasso di inattività scende al 35,7% se si mette a confronto il terzo trimestre con il precedente, il livello dell'occupazione è più elevato dello 0,4%, con un aumento di 81mila unità.

La crescita dell'occupazione, nel confronto trimestrale, si lega alla diminuzione delle persone in cerca di occupazione con meno 137mila unità e alla sostanziale stabilità degli inattivi.

Rispetto a settembre 2020, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-230mila), sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-280mila) che, ricorda l'Istat, era aumentato in misura eccezionale all'inizio dell'emergenza sanitaria.
 
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