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MONDO

Liberati centinaia di militanti detenuti

Afghanistan, talebani conquistano Kunduz. Mullah Mansur: Kabul ammetta la sconfitta

Dopo la presa della città nel nord del paese, il leader dei talebani invita "chi ha collaborato con il governo a pentirsi"

Afghanistan (immagine archivio)
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 Il leader dei Talebani dell'Afghanistan, il mullah Akhtar Muhammad Mansur, saluta la "immensa conquista" di Kunduz City, città "liberata" dagli insorti e si "congratula con i mujahiddin".   

I combattenti ieri talebani hanno conquistato la città nel nord dell'Afghanistan, issando la loro bandiera nella piazza centrale e liberando centinaia di militanti detenuti nel carcere locale. L'assalto a sorpresa a Kunduz è iniziato all'alba locale di ieri partendo da tre fronti e al calare della sera i militanti avevano già il controllo della residenza del governatore e del quartier generale della polizia provinciale.

Kunduz "è il primo capoluogo di provincia a cadere nelle mani dei mujahiddin dell'Emirato Islamico", scrivono i talebani nel comunicato diffuso dal loro sito web. Nella città del nord dell'Afghanistan gli abitanti vengono invitati a "condurre la loro vita normalmente in assoluta sicurezza" dai combattenti talebani. E al governo di Kabul si chiede di "ammettere la sconfitta" e "pensare al futuro dell'intero Paese".  
   
"I commercianti, i lavoratori, lo staff degli ospedali, il comune e gli enti governativi devono continuare a fare la propria vita senza paura", è scritto nel comunicato firmato dal mullah Mansur, che a "funzionari governativi e personale della sicurezza" dice che i "mujahiddin non pensano a rappresaglie, ma sono venuti con un messaggio di pace".  Se queste persone si "pentiranno delle loro azioni e rinunceranno ai legami con l'opposizione, per loro sono aperte le porte del perdono dell'Emirato Islamico", afferma il successore del mullah Omar, morto nel 2013.      

Il mullah Mansur ricorda infine ai "mujahiddin di concentrare l'attenzione sulla tutela delle vite, delle proprietà e dell'onore dei cittadini di Kunduz" e agli abitanti della città assicura che "l'Emirato Islamico non ha alcuna intenzione di colpire le loro proprietà personali, commettere esecuzioni extragiudiziali, saccheggiare o non rispettare l'inviolabilità delle case".
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