MONDO
Nel 1981 attentò alla vita del pontefice
Alì Agca, a sorpresa sulla tomba di Wojtyla, non ha i documenti regolari e sarà espulso dall'Italia
A 33 anni dall'attentato Agca è tornato sulla tomba di Giovanni Paolo II. Il Papa lo perdonò due volte. L'uomo è arrivato in auto dall'Austria. Verrà rimpatriato ma non prima di lunedì per problemi di ordine burocratico

In Vaticano è arrivato nella tarda mattinata con due mazzi di rose bianche. Ad un poliziotto che lo ha riconosciuto ha chiesto di poterle depositare sulla tomba di Papa Giovanni Paolo II. Poi è stato accompagnato negli uffici del Commissariato Cavour per un controllo, da cui è emerso sprovvisto di regolare visto.
La Santa Sede: "Nessuna pendenza aperta in Vaticano"
"Alì Agca desiderava portare dei fiori nella cappella dove è sepolto San Giovanni Paolo II e ha potuto farlo senza nessun problema. Non ha nessuna pendenza aperta con il Vaticano. La sua permanenza nella Basilica è stata brevissima", ha detto il vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Ciro Bendettini.
Agca: "Sono ritornato nel luogo del miracolo"
Agca ha detto all'Adnkronos: "Sono venuto oggi perché il 27 dicembre è il giorno del mio incontro con il Papa. Sono ritornato nel luogo del miracolo. Qua fu compiuto il terzo segreto di Fatima - ha continuato - Io con l'attentato al Papa ho compiuto un miracolo", ha dichiarato Agca. L'uomo ha poi affermato di esser tornato "per gridare che siamo alla fine del mondo. La Madonna di Fatima ha annunciato la fine del mondo".