MONDO
Il Papa "dei 33 giorni"
Giovanni Paolo I sarà beatificato dal Papa a San Pietro il 4 settembre 2022
Albino Luciani è il sesto pontefice del Novecento per cui è stata avviata la causa di canonizzazione

Il Papa "dei 33 giorni" è il sesto dei Pontefici del Novecento per i quali è stata introdotta la Causa di beatificazione e canonizzazione che ha portato già al culto della Chiesa universale Pio X, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II.
La Causa di Albino Luciani come Confessore della fede si è aperta il 23 novembre 2003 nella diocesi di Belluno-Feltre e si è chiusa il 9 novembre 2017 con la proclamazione delle "virtù eroiche". Con decreto del 13 ottobre 2021 è stato quindi riconosciuto e sancito dal Papa il miracolo di una guarigione straordinaria attribuito all'intercessione di Giovanni Paolo I, quella avvenuta il 23 luglio 2011 a Buenos Aires, di una bambina undicenne affetta da una grave encefalopatia infiammatoria acuta. Stando alla normativa canonica vigente si dovrà attendere l'esito di un altro processo 'Super miro' dopo la beatificazione, riguardante quindi un altro eventuale miracolo, per procedere alla canonizzazione e alla proclamazione della santità.
Storia della causa
Già subito dopo la morte, avvenuta il 28 settembre 1978, erano cominciate a pervenire da ogni parte del mondo alla diocesi natale di Giovanni Paolo I richieste per la sua canonizzazione. Con una iniziativa partita dal basso, era stata avviata anche una raccolta di firme che interessò a livello internazionale diversi Paesi, tra cui Svizzera, Francia, Canada e Stati Uniti. Nel 1990, i 226 vescovi della Conferenza episcopale del Brasile firmarono pure una petizione per richiedere l’introduzione della causa a Giovanni Paolo II. L’inchiesta diocesana sull’eroicità della vita, delle virtù e della fama di santità, fu avviata però dal 2001 al 2004 durante il ministero del salesiano Vincenzo Savio, come vescovo di Belluno-Feltre, il quale, nel 2003, richiese formalmente il consenso per l’introduzione del processo non presso il vicariato di Roma, sede naturale per competenza, ma nella nativa diocesi di Belluno-Feltre, spiegando ampiamente le motivazioni che lo avevano indotto a compiere questo passo. Il 17 giugno 2003 la Congregazione delle Cause dei Santi concesse il nihil obstat.