ECONOMIA
La trattativa
Alitalia, in attesa di Etihad oggi il cda per il nuovo aumento di capitale
Oggi si riunisce il cda dell'ex compagnia di bandiera che dovrà deliberare un incremento di capitale che porta il totale dell'aumento a 300 milioni, vincolante per l'accordo con la compagnia degli Emirati

Sale così a 300 milioni l'equity commitment che dovrebbe fornire maggiori garanzie affinchè Alitalia abbia, al momento della chiusura dell'operazione con Etihad, la liquidità sufficiente per il conferimento delle attività operative nella nuova società, la newco, della quale Etihad acquisirà il 49%. Una somma, quella che sarà al centro della proposta che il cda è chiamato ad approvare, che dovrà garantire anche la copertura finanziaria di eventuali contenziosi pregressi, a cominciare da quello con Carlo Toto, di cui Hogan non vuole assolutamente sentir parlare.
E, alla vigilia del cda di Alitalia, le fibrillazioni non sono mancate. Nella compagine azionaria di Alitalia Cai le grandi manovre sono in corso e mentre Poste ha dato disco verde al finanziamento di 70 milioni nella 'midco', la società cuscinetto, che verrà costituita da la holdco e la newco, Atlantia ha voluto chiarire di valutare la fattibilità di questa operazione che si presenta "significativamente" diversa rispetto a quella precedentemente proposta. E' stata proprio la presa di posizione di Atlantia ad aprire la giornata di ieri dopo che le notizie di stampa pubblicate dai quotidiani parlavano di accordo già raggiunto sulla nuova struttura e sui finanziamenti dell'aumento di capitale per far decollare l'operazione con Etihad. Di qui la necessità di un chiarimento da parte del gruppo guidato Giovanni Castellucci, che riafferma il proprio "pieno supporto al progetto di integrazione" tra le due compagnie.
Nel pomeriggio di ieri è arrivato, invece, il via libera del cda di Poste, inizialmente convocato per oggi e poi anticipato a ieri, al finanziamento di 70 milioni di nella 'midco', che aveva registrato la "condivisione" del Governo nel corso del vertice a Palazzo Chigi. Il consiglio di Poste "ha deliberato un finanziamento di 70 milioni di euro a favore di un veicolo societario dedicato (MidCo) delegando all'ad la definizione dei dettagli tecnici dell'operazione", spiega il gruppo. "La partecipazione all'operazione Alitalia\Etihad, attraverso questa struttura, consente a Poste Italiane, oltre a confermare gli accordi di collaborazione già esistenti con Alitalia, di realizzare significative sinergie industriali e commerciali in un'ottica di mercato e coerenti con il suo piano industriale", spiega ancora la società.
Si attende, dunque, di vedere come soci del peso di Atlantia scioglieranno le riserve sul nodo della 'midco'. E soprattutto è da vedere se la nuova struttura, così come si configura, verrà approvata da Hogan e fugherà tutti i suoi dubbi anche sull'esito dell'esame dell'Unione europea.
Secondo alcune fonti vicine al dossier, la 'midcompany' dovrebbe ricevere l'imprimatur di Etihad, considerando che questa soluzione sarebbe già nota a Hogan. Ciononostante, aleggia sempre il grande interrogativo su quella che potrebbe essere la decisione di Poste nel caso in cui dovesse arrivare una bocciatura di Abu Dhabi.
Secondo fonti finanziarie, in questo caso, i soci avrebbero chiesto che Poste si impegni a versare i soldi nella holdco. Ma alla luce del comunicato del cda, non sembrerebbe essere questa un'opzione praticabile per Poste, che, con la stessa filosofia di Hogan, non intende accollarsi passività e i rischi di contenziosi pregressi.