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MONDO

Medio Oriente

Ancora scontri a Gerusalemme. Autopsia: giovane palestinese bruciato vivo

I manifestanti hanno lanciato sassi contro le auto di passaggio, dato fuoco a pneumatici e lanciato rocce e bombe incendiarie contro gli agenti che avrebbero risposto con gas lacrimogeni e granate stordenti

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Nuovi scontri nella notte a Gerusalemme est e nelle città a maggioranza araba nel nord dello Stato ebraico, dopo che ieri si sono tenuti i funerali del ragazzino palestinese Mohammed Abu Khdeir, il cui corpo carbonizzato è stato ritrovato mercoledì poco dopo il suo rapimento e che - rivela l'autopsia - sarebbe stato arso vivo.

Pestaggio del cugino 
Intanto sono state diffuse sul web e dai media le immagini del presunto pestaggio da parte di soldati israeliani del cugino di Abu Khdeir. Il Consiglio sulle relazioni americano-islamiche afferma che il video mostra i militari accanirsi sul giovane Tariq Abu Khdeir, arrestato a Gerusalemme durante le proteste precedenti al funerale del cugino. Tariq è cittadino statunitense. Anche suo padre avrebbe confermato si tratta del figlio 15enne.

Sassi contro le auto
I palestinesi accusano gli estremisti ebrei di aver rapito Mohammed Abu Khdeir e di averlo ucciso per vendetta, dopo l'omicidio dei tre ragazzi israeliani in Cisgiordania rapiti il 12 giugno scorso. Nelle cittadine settentrionali - riferisce la polizia locale - i manifestanti hanno lanciato sassi contro le auto di passaggio, dato fuoco a pneumatici e lanciato rocce e bombe incendiarie contro gli agenti.

Danni e arresti
Questi avrebbero risposto con gas lacrimogeni e granate stordenti. Più di 20 persone sono state arrestate, afferma la polizia. Nelle proteste a Gerusalemme, i dimostranti avrebbero inoltre usato una sega elettrica per danneggiare la linea elettrica che collega il settore orientale popolato da arabi nella città con la parte occidentale a maggioranza ebrea, spiega la polizia.
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