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MONDO

Il presidente francese all'Ue: "Terrorismo non si combatte da soli"

Anniversario Charlie Hebdo. Hollande: "La nostra lotta al terrorismo continuerà anche all'estero"

Così il presidente francese a Parigi parlando a un raduno delle forze anti-terrorismo nel quartier generale della polizia. Hollande sottolinea l'emergenza sicurezza in cui la Francia vive, un anno dopo l'attacco alla redazione di Charlie, e a quasi due mesi dalla strage al teatro Bataclan e agli attacchi coordinati

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"Il terrorismo  continua a essere una minaccia spaventosa contro il nostro Paese e noi lotteremo anche all'estero". Così il presidente francese Hollande parlando a Parigi a un raduno delle forze anti-terrorismo nel quartier generale della polizia a un anno dall'attentato a Charlie Hebdo e a quasi due mesi dalla strage al teatro Bataclan e agli altri attacchi coordinati.

Le misure anti terrorismo
Il capo dell'Eliseo ha poi annunciato che lo stato di emergenza nel Paese è stato prorogato fino a marzo e ha ringraziato i tanti poliziotti che ogni giorno lavorano per assicurare la sicurezza dei cittadini. Ha ricordato poi quelli che hanno perso la vita: "Sono morti - ha detto - affinchè noi potessimo vivere liberi". Hollande ha poi illustrato i piani di inasprimento delle leggi contro il crimine organizzato e il terrorismo e le regole di ingaggio più flessibili per le forze di polizia e maggiori poteri in termini di fermi e perquisizioni. Tra le disposizioni più importanti che verranno analizzate dal  consiglio dei ministri in febbraio, in particolare un allentamento delle regole di ingaggio dei poliziotti armati - una delle richieste più insistenti da parte della polizia - nonché un allentamento delle norme per compiere perquisizioni e raid nelle abitazioni, che ora necessitano delle autorizzazione dei giudici. Tali misure dovrebbero contribuire a rafforzare gli strumenti e le risorse messi a disposizione dalle autorita' amministrative e giudiziarie francesi, per assicurare la sicurezza dei cittadini. 

L'attentato alla redazione parigina di Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015
La Francia ricorda quindi il primo attentato di matrice jihadista che un anno fa apriva l'annus horribilis del Paese, nel mirino degli estremisti fino alla terribile notte delle stragi del 13 novembre. Il 7 gennaio i fratelli Said e Cherif Kouachi uccisero otto nella redazione della rivista satirica e altre persone attorno all'edificio, lanciando una tre giorni di terrore con un bilancio di 12 morti. L'attacco, rivendicato da Al Qaida nella penisola araba, lanciò anche una serie di inquietanti punti interrogativi sulla minaccia jihadista cresciuta nelle periferie francesi e poi coagulata sotto le insegne di gruppi estremisti internazionali, compreso il sedicente Stato islamico entrato. 
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