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ECONOMIA

La mobilitazione

AssoBirra contro le tasse: "Pressione fiscale al 50%"

I produttori di birra si scagliano contro l'aumento della accise, promuovendo una petizione online e un sit in a Piazza Montecitorio il 18 marzo, per "difendere un settore con 136mila addetti"

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I 500 produttori italiani e i 136mila addetti del settore si scagliano contro quella che definiscono "la tassazione più alta d'Europa". L'aumento del 30% negli ultimi 15 mesi delle accise sulla birra - secondo  Assobirra - "non è più sostenibile". 

Così i mastro birrai d'Italia promuovono una petizione sul web e un sit in a Piazza Montecitorio, oltre ad una lettera al governo, per chiedere una riduzione della "pressione fiscale" sulla bevanda al luppolo. Queste, le principali rivendicazioni: "La birra è l’unica bevanda da pasto tassata con le accise in Italia, e i nuovi aumenti rendono ancora più iniqua questa discriminazione.

Le accise sulla birra colpiscono una bevanda naturale e poco alcolica, bevuta da 35 milioni di persone a casa, in pizzeria, al bar, al ristorante. Un prodotto popolare e di massa, per cui gli aumenti delle accise incidono soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione, i consumatori a più basso reddito.
Con meno tasse - proseguoni i birrai - il settore birrario può continuare a creare occupazione e opportunità imprenditoriali per i giovani, come sta facendo da qualche anno. Negli ultimi 5 anni, ad esempio, sono nate 300 microaziende birrarie, ad opera perlopiù di under 35".

Infine, l'hashtag sui social #rivogliolamiabirra.
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