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MONDO

La scorsa settimana oltre 50 morti a Mpeketoni

Kenya, ancora una strage. Il capovillaggio: "Hanno usato i machete"

Il 16 giugno scorso i miliziani di Al Shabaab avevano ucciso oltre 50 persone. Oggi, a 40 km di distanza, altri morti: le cifre non ufficiali parlano di 11. Due giorni fa l'aviazione kenyana aveva bombardato le basi dei terroristi nel sud della Somalia

I miliziani di Al Shabaab (repertorio)
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Ancora morti in Kenya, sulla costa. Sono almeno undici le persone rimaste uccise nell'attentato di questa notte a Witu, un villaggio sulla costa sud-orientale, secondo quanto riporta il principale quotidiano kenyano. Il prefetto della regione turistica di Lamu, Stephen Ikua, ha confermato l'attentato ma non il numero delle vittime. 

Charo Karisa, il capo del villaggio preso di mira dal commando, ha raccontato di un agguato notturno: "Gli attentatori - ha raccontato alla Reuters - avevano machete e armi brutali". Il villaggio di trova a 40 km da Mpeketoni, il villaggio dove la scorsa settimana sono state uccise oltre 50 persone.

A seguito di quell'attentato il governo di Uhuru Kenyatta ha chiesto ai cittadini di seguire le partite dei Mondiali di calcio nelle proprie case e non in luoghi pubblici proprio per evitare il rischio di un'altra offensiva.

L'attentato di questa notte, che non è stato rivendicato, è stato immediatamente attribuito al miliziani di Al Shabaab che da quando il Kenya si è unito alla forza dell'Unione Africana il Somalia, l'Amisom, continua a mettere a segno attacchi terroristici di cui il più grave è stato quello di Westgate, un massacro organizzato nei minimi dettagli e raccontato dalle immagini con cui il photoreporter del New York Times Tyler Hycks ha vinto il premio Pulitzer. 

Due giorni fa, proprio per tentare di indebolire Al Shabaab, l'aviazione kenyana ha bombardato alcune basi dei miliziani legati ad Al Qaeda nel sud della Somalia, in particolare i villaggi di Anole e Juday. Secondo l'Amisom, la forza sul campo dell'Unione Africana, sono decine gli insorti rimasti uccisi. 
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