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ECONOMIA

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Bce: "Ripresa dell'Eurozona più debole delle attese"

Nel suo bollettino mensile, l'istituto di Francoforte ha tagliato le stime sull'inflazione nell'Eurozona, con un tasso allo 0,7% nel 2014 e all'1,1% nel 2015. La disoccupazione continuerà a scendere ma lentamente. In Italia "bene il deficit ma servono più sforzi": priorità il debito. Il reddito delle famiglie italiane ha subito un calo ininterrotto dal 2009 al 2013

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Francoforte Nel primo trimestre dell'anno, il Pil dell'Eurozona è aumentato dello 0,2% sul periodo precedente, un'evoluzione che "conferma la graduale ripresa in atto, pur essendo in certa misura più debole delle attese". Lo si legge nel bollettino mensile della Bce, che sottolinea inoltre come "sebbene dai mercati del lavoro provenga qualche ulteriore segnale di miglioramento, la disoccupazione resta elevata nell'area dell'euro, unitamente a una capacità produttiva inutilizzata che permane nel complesso considerevole".

Taglio alle stime dell'inflazione dal 2014 al 2016, pronti a nuovi interventi 
Le nuove stime macroeconomiche dell'istituto di Francoforte indicano una crescita annua del Pil reale tagliata all'1% nel 2014, migliorata all'1,7% nel 2015 e confermata all'1,8% nel 2016. Per l'inflazione, la stima è tagliata per tutti e tre gli anni, allo 0,7% per il 2014, all'1,1% per il 2015 e all'1,4% per il 2016.  Il Consiglio Bce è "unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali, nel quadro del proprio mandato, qualora si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato".

La disoccupazione continuerà a scendere ma lentamente
In linea con l'andamento dell'occupazione, il tasso di disoccupazione nell'area dell'Euro "ha iniziato a diminuire leggermente" all'11,7% in aprile e, scrive la Bce nel Bollettino mensile di giugno, "un segnale incoraggiante, nonostante le significative differenze tra i livelli, è dato dal fatto che il recente calo e' stato relativamente generalizzato tra i diversi gruppi di eta'". Nondimeno, ricorda ancora la Bce, "in aprile il tasso di disoccupazione complessivo si è collocato su un livello superiore di 1,9 punti percentuali a quello minimo toccato nell'aprile 2011, ma inferiore di 0,3 punti percentuali rispetto alla media del 2013 (12%)". In prospettiva, prevede la Bce, "ci si attende che il tasso di disoccupazione si riduca ancora gradualmente, sebbene a un ritmo moderato".

Bene deficit dell'Italia, ora più sforzi: priorità il debito
L'Italia ha attuato "una correzione sostenibile" del deficit eccessivo, ma deve "accrescere gli sforzi di risanamento per assicurare sufficienti progressi" verso gli obiettivi di medio termine, "con la priorità di imprimere uno stabile andamento discendente al cospicuo debito in rapporto al Pil". 

In Italia calo del reddito ininterrotto dal 2009 al 2013
Il reddito delle famiglie italiane si è contratto ininterrottamente dal 2009 al 2013. I paesi dell'Eurozona "non sottoposti a tensioni (ossia Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria e Finlandia) hanno registrato una robusta crescita del reddito disponibile delle famiglie dal 2010", si legge nel bollettino, "mentre nei paesi soggetti a tensioni (ossia Italia, Spagna, Grecia, Irlanda, Portogallo e Slovenia) si è verificato un protratto calo del reddito dal 2009 fino al terzo trimestre del 2013". "Di recente il reddito disponibile delle famiglie nei paesi soggetti a tensioni ha dato segni di stabilizzazione", aggiunge Francoforte, "la stabilizzazione alla fine del 2013 è scaturita da un rallentamento significativo del calo dell'occupazione e da un aumento dei salari nominali"
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