CULTURA
L'attore al Premio Viareggio-Repaci
Benigni: "L'Afghanistan rende profugo il mio cuore"

Benigni ha ripreso le parole della vincitrice della sezione narrativa Edith Bruck secondo la quale "viviamo in un mondo di profughi": "Ha ragione e il mio cuore è profugo a vedere le immagini di madri che gettano i bambini oltre il filo spinato. Quelle sono tutte le facce di Cristo, non possiamo che aiutare quelle persone. Non c'è altro da fare".
Conversando con Mieli, il premio Oscar ha detto - riporta sempre l'Ansa - di aver raccontato "la shoah con ironia perché quella era finzione mediata dall'arte, l'arte cambia sempre il soggetto che racconta. Mentre invece oggi le immagini che arrivano dall'Afghanistan sono ora tragica realtà, è fiamma che brucia, che non può essere ancora trattata con ironia".
"Quanto vediamo nei reportage da Kabul - spiega - è qualcosa di insuperabile, che non si può ora far toccare dall'ironia, perché quanto succede è troppo presente e ha bisogno del tempo".
Il grande regista e attore ha anche parlato del suo rapporto con la poesia: "Adoro la poesia, ho il cassetto pieno di poesie. Sono forse sciocchezze ma, come si dice?, preferisco la sciocchezza di scrivere poesie che quella di non scriverle. Scrivo poesie di continuo, ne scrivo moltissime e devo dire che le leggo solo a me stesso. Le poesie sono come le preghiere. Prego tantissimo e scrivo tantissimo".