POLITICA
Elezioni europee
Berlusconi: Felice di candidarmi ovunque. Il Pd: Non lo può fare
Il Cavaliere rilancia la proposta/provocazione del suo consigliere Giovanni Toti. "Sarei felice di candidarmi ovunque - ha detto l'ex premier -. Spero di poter avere velocemente una risposta dalla Corte europea". Contrario il Pd: "Berlusconi e Toti si rassegnino. Esiste una legge dello stato italiano che lo vieta"

A rilanciare l’idea di un Berlusconi candidato era stato il consigliere politico di Forza Italia Giovanni Toti. "Berlusconi - aveva detto alla Stampa il consigliere del Cavaliere - ha guidato Forza Italia in tutte le elezioni. Ritengo che lo farà anche questa volta". "Riterrei una grave lesione al diritto di rappresentare i moderati italiani - ha continuato Toti - se Berlusconi non potrà candidarsi. Se qualcuno dovesse impedirlo si assumerebbe una grave responsabilità davanti a milioni di italiani". "Se non potesse – ha detto a l'Unità - sarebbe un altro vulnus alla democrazia".
E nel corso della giornata, prima ancora delle parole di Berlusconi, erano arrivate le reazioni dal Pd. Tra i primi a intervenire Gianni Pittella, vicepresidente vicario del parlamento europeo, che ha detto senza mezzi termini: "Non si può. Capisco che gli amici di Forza Italia abbiano problemi nell'accettare la legge e rispettare le sentenze. Proviamo allora con lo spelling: n-o-n s-i p-u-ò! Berlusconi e Toti si rassegnino. Esiste una legge dello stato italiano - articolo 4 della legge Severino - che prescrive chiaramente che i condannati in via definitiva non possono essere candidati né al parlamento italiano né tantomeno a quello europeo".
Danilo Leva, deputato dem: "Toti ha senza dubbio sognato di vivere in una 'repubblica delle banane', invece il nostro è ancora uno stato di diritto in cui le leggi si rispettano e si applicano. Quindi in base alla normativa del 6 novembre 2012 numero 190, nota come legge Severino, Silvio Berlusconi non è candidabile per effetto della condanna definitiva per frode fiscale".