ECONOMIA
Roma
Blocco Contratti PA, attesa per decisione della Consulta. In ballo 35 miliardi
Udienza per esaminare il blocco dei contratti pubblici varato per decreto nel 2010 per il triennio 2011-2013 e la proroga 2014

Lo riferisce l'ufficio stampa della Consulta aggiungendo che la camera di consiglio contnuerà anche oggi. La questione è stata sollevata dai Tribunali di Roma e di Ravenna dopo i ricorsi di vari sindacati del pubblico impiego: Confedir, Flp, Fialp, Gilda-Unams, Cse, Confsal-Unsa.
"Attendiamo fiduciosi la Camera di Consiglio. 'Serve un atto di giustizia" ha dichiarato Marco Carlomagno, segretario generale Flp, il sindacato che con il suo ricorso ha innescato il giudizio di costituzionalità. Un atto "che permetta la ripresa della contrattazione, la difesa del potere d'acquisto falcidiato dal blocco, il riconoscimento della dignità del lavoro pubblico. Siamo fiduciosi che la Corte, nel solco delle decisioni di questi anni, faccia giustizia" conclude il sindacalista.
Le norme sul blocco dei contratti pubblici "hanno congelato gli stipendi dal 2010 e la contrattazione per quasi 6 anni: è stato un intervento non proporzionale allo scopo" ha detto in udienza l'avvocato Stefano Viti, uno dei legali di Flp e Fialp. Viti ha citato dati Istat, ma anche quelli di Mef e Corte dei Conti, acclusi agli atti: dati che "dimostrano questa dinamica che tocca 10 milioni di italiani". Uno degli aspetti centrali toccato dai legali delle parti riguarda proprio la durata del congelamento. Viti, citando tra l'altro Giuliano Amato, oggi in udienza come giudice costituzionale e allora presidente del Consiglio, ha richiamato il blocco deciso nel 1992, quando "avevamo da poco aderito al Trattato di Maastricht, erano andate deserte due aste dei buoni del Tesoro pluriennali, la lira era fortemente svalutata e, oltre alla manovra del 6 per mille su tutti i conti correnti, fu deciso il blocco contrattuale, ma per un solo anno". Blocco che la Consulta legittimò con la sentenza 245/1997.
Ma allora"eravamo prossimi a una crisi 'argentina' - ha sottolineato l'avvocato - ora o ci è stato taciuto qualcosa ed eravamo in una situazione simile a quella dell'Irlanda, del Portogallo o della Grecia oggi, oppure non era così e si è disposto un intervento che blocca le dinamiche salariali e contrattuali e non è proporzionale allo scopo". E nel contempo "dati Mef e Corte dei Conti del 2014 dicono che le retribuzioni sono tornate al livello del 2002". "Bloccando la contrattazione collettiva - ha aggiunto l'avvocato Michele Mirenghi, anch'egli per Flp e Fialp - si è bloccato il meccanismo per determinare una giusta retribuzione". E attraverso le proroghe "si è operato di fatto un blocco sine die, perché è vero che il blocco arriva al 2015, ma si è prodotto un meccanismo per cui in nome della spesa pubblica lo stop si può reiterare. Questo non è sostenibile".
Citando le cifre indicate dall'avvocatura dello Stato, che calcola in 35 miliardi di euro il costo che avrebbe una 'bocciatura' del blocco, Viti ha osservato che si tratta di valori paragonabili a "una manovra finanziaria" che si sono "fatti pesare sulle spalle dei soli dipendenti pubblici". Alcuni dei quali, ha riferito l'avvocato Pasquale Lattari che rappresenta una serie di addetti del ministero della Giustizia, "hanno ai livelli più bassi retribuzioni sui 16 mila euro annui, pari a 1.300 euro al mese". Per cui "sono i salari più bassi a subire il peso maggiore. A questo si aggiunge un dato specifico, legato al blocco del turn over - ha sottolineato - con scoperture di organico che arrivano al 70-80% nei tribunali e un aumento del carico di lavoro che incide sulla proporzionalità della retribuzione, ma di questo il legislatore non ha tenuto conto".
Davanti alla Consulta una quarantina di lavoratori, si sono riuniti sotto la sede della Corte, hanno così alzano cartelli per chiedere lo "stop al blocco dei contratti della Pa". E ancora, un altro slogan recitava: "Contratto statali, rispetto per la Costituzione". All'iniziativa ha partecipato anche il segretario generale della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, che si è augurato "giustizia dalla parte della Corte Costituzionale, affinché vengano rispettati la Carta, i lavoratori pubblici e il lavoro pubblico".
Ricordiamo che, annunciato dal Governo Berlusconi, il blocco fu siglato poi dal Governo Monti e passando per quello Letta, lo ha ora in carica l'esecutivo Renzi. Secondo le stime ballano circa 35 miliardi per l'eventuale copertura, teroretto che potrebbe mettere a serio rischio la prevista tenuta di bilancio.