MONDO
Elezioni presidenziali
Brasile, oggi il ballottaggio tra Rousseff e Neves. Nei sondaggi in vantaggio la presidente uscente
La Rousseff accreditata di un vantaggio di circa 4 punti percentuali rispetto allo sfidante. Seggi aperti dalle 11 alle 23 italiane

Nei sondaggi in vantaggio la Rousseff
La presidente uscente Dilma Rousseff mantiene un vantaggio compreso tra i quattro e i sei punti percentuali sullo sfidante conservatore Aecio Neves. E' quanto rivelano gli ultimi sondaggi Ibope e Datafolha. Nei giorni scorsi i due erano stati dati testa a testa dopo una rimonta di Neves che lo aveva portato persino in vantaggio in qualche rilevazione. Poi Dilma è risalita anche fino a 8 punti di scarto. Secondo Ibope, la candidata del Partito dei lavoratori (Pt), ottenendo il 53% delle intenzioni di voto contro il 47% dell'esponente del Partito socialdemocratico (Psdb), sarebbe dunque rieletta. Per Datafolha, invece, Dilma ha ricevuto il 52% delle preferenze degli intervistati, mentre Aecio il 48%. In questo quadro, considerando la margine di errore di due punti percentuali in più o in meno, Rousseff e Neves si trovano tecnicamente alla pari. Nell'ultima precedente proiezione Ibope divulgata giovedì, l'attuale capo di Stato aveva il 54% dei voti contro il 46% del rivale di centro-destra. Per Datafolha la situazione era invece di 53% contro 47.
Paese diviso
Rousseff e Neves sono stati protagonisti di un'accesa campagna elettorale, forse la più combattuta dal ritorno alla democrazia del 1985. "Il Paese è diviso in due, con una parte che vede l'inclusione e la protezione sociale come ciò che conta di più e l'altra parte che ritiene più importante la stabilità macroeconomica", spiega Carlos Pereira, analista politico della fondazione Gertulio Vargas. "Il candidato che convince gli elettori di essere più disposto a combinare queste due convinzioni e renderle complementari vincerà le elezioni", aggiunge.
La morte del principale candidato dell’opposizione
L'avvicinamento alle elezioni ha subito un punto di svolta quando il principale candidato dell'opposizione, Eduardo Campos, è morto in un incidente aereo ad agosto. La sua sostituta, l'ambientalista Marina Silva, si è accreditata come principale sfidante di Rousseff, ma al primo turno ha chiuso al terzo posto alle spalle di Neves, rappresentante del Partito della social democrazia già al governo dal 1995-2003, che invece si è imposto come principale alternativa al governo uscente con il 33,6% dei voti.
Rousseff punta sul sociale
Nella campagna elettorale seguita al primo turno la Rousseff è partita all'attacco ricordando il difficile periodo in cui il Partito della social democrazia governò il Brasile, "i fantasmi del passato" della povertà, della disoccupazione e dell'iperinflazione. La presidente uscente ha sottolineato quindi le grandi conquiste dei 12 anni di governo del Partito dei lavoratori, prima con Luiz Ignacio Lula da Silva e poi con lei: i programmi di welfare che hanno permesso a milioni di persone di uscire dalla povertà e le politiche che hanno tagliato la disoccupazione, portandola ai minimi storici.
Neves attacca sulla corruzione
Neves invece ha chiesto agli elettori di guardare ai "mostri del presente", rappresentati soprattutto dalle difficoltà economiche degli ultimi anni (il Pil del Brasile è cresciuto del 7,5% nel 2010, l'anno prima della salita al potere di Rousseff, ma da allora ha subito un rallentamento e le attese per quest'anno sono di una crescita inferiore allo 0,5%), dall'alta inflazione che ha superato l'obiettivo del governo al 6,5% e dalla corruzione in seno alla compagnia petrolifera statale Petrobras.