SCIENZA
Scia di fuoco nel cielo di Kourou
COSMO-SkyMed e CHEOPS, un lancio che per l'Italia vale doppio
Decollo da manuale in Guyana Francese. In orbita cinque satelliti, fra i quali il nuovo componente della costellazione COSMO-SkyMed di ASI e Ministero della Difesa e il satellite CHEOPS dell'Agenzia Spaziale Europea

Due missioni di grande interesse per l'Italia
Due dei satelliti, in particolare, sono di grande interesse per l'Italia: il nuovo componente della costellazione COSMO-SkyMed per l'osservazione della Terra di ASI e Ministero della Difesa e il satellite CHEOPS dell'Agenzia Spaziale Europea per lo studio dei pianeti extrasolari. “Il lanciatore si è comportato bene, la separazione è andata perfettamente - dice il responsabile dei programmi ASI, Francesco Longo, a Kourou per la missione COSMO-SkyMed – Per arrivare sin qui il percorso è durato circa 8 anni. Non vediamo l'ora di portare il satellite nella sua piena operatività“. “È stata una grande esperienza – commenta Guenther Hasinger, responsabile scientifico dell'ESA - A ogni lancio c'è sempre un po' di apprensione e quando vedi che è in orbita e funziona è un grande sollievo”.
Vigilia movimentata
La vigilia del lancio era stata piuttosto movimentata a Kourou. Un problema al software del lanciatore aveva imposto un primo rinvio, a poche ore dal decollo. Ore di analisi dei dati e la sostituzione di un componente difettoso hanno permesso di procedere nuovamente con il programma, ritardando la messa in orbita di una sola giornata.
Osservazione della Terra
A questo punta inizia un altro capitolo delle missioni. Per COSMO-SkyMed si tratta solo del primo di una serie di quattro lanci, che porteranno al rinnovamento della costellazione e a un miglioramento della sua capacità di osservare il nostro pianeta per scopi che vanno dal monitoraggio ambientale alla sicurezza e all'attività di Difesa. Nelle prime fasi in orbita è coinvolto in particolare il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, mentre durante la piena operatività i dati confluiranno al Polo Spaziale della Basilicata, vicino a Matera.
Studiare i pianeti extrasolari
CHEOPS invece è la prima missione dell'ESA interamente dedicata allo studio dei pianeti extrasolari. Nei prossimi tre anni e mezzo studierà alcuni dei mondi più simili alla Terra con il suo telescopio progettato da ricercatori dell'INAF di Padova e Catania e costruito da Leonardo, Media Lario e Thales Alenia Space. Nella missione sono coinvolte anche ASI e Università di Padova. “Noi negli ultimi sette anni abbiamo realizzato l'occhio di CHEOPS, cioè l'ottica del telescopio – spiega il direttore dell'Osservatorio INAF di Padova Roberto Ragazzoni – Entro fine gennaio sarà aperto il tappo e saranno fatte le calibrazioni, poi finalmente andremo a caccia di pianeti intorno ad altre stelle”.