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SPETTACOLO

Il festival del cinema

Cannes: da Matt Damon alle mucche, i film della seconda giornata

Sono le sezioni parallele a farla da regine oggi

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Sembra un paradosso ma nel secondo giorno del festival sono le sezioni parallele (Un Certain Regarde Quinzaine des Réalisateurs) a prendere, almeno numericamente il sopravvento con protagonisti e storie che puntano al cuore dei cinefili.

LINGUI di Mahamat-Saleh Haroun con Achouackh Abakar, Rihane Khalil Alio, Youssouf Djaoro. IN CONCORSO. Dopo l'exploit della franco-senegalese Mati Diop ilcinema africano torna in forze nel concorso principale con una storia solo apparentemente privata: Amina vive nelle periferie della capitale del Ciad, N'djamena, ma non è certo un relitto della società. Vive felice con sua figlia Maria finché questa non resta incinta e le comunica che intende abortire. Per la religione si tratta di un peccato che la comunità non accetterebbe a cuor leggero, ma in Ciad l'aborto è anche perseguito per legge. E in questo la vita di Amina, così come il film, cambia bruscamente prospettiva.

JULIE (IN 12 CAPITOLI) di Joachim Trier con Maria Grazia Di Meo, Renate Reinsve, Anders Danielsen Lie. IN CONCORSO. Storia di un triangolo amoroso che diventa un piccolo saggio sul linguaggio cinematografico e sulla differenza tra le generazioni. Sulla soglia dei 30 anni Julie sembra aver scoperto il suo centro esistenziale nel più maturo Aksel, 45 anni, autore di successo. Tutto filerebbe liscio se la ragazza non incontrasse un giorno il giovane Eivind.

COW di Andrea Arnold. FUORI CONCORSO. Vita quotidiana di una mucca, anzi due, pedinate dalla cinepresa di una delle più talentuose anime del nuovo cinema inglese. La regista non ama dire di più, salvo che si è incantata nel guardare il mondo degli umani da un'altra prospettiva.

STILLWATER di Tom Mccarthy con Matt Damon, Camille Cottin, Abigail Breslin. FUORICONCORSO. Scritto prima della pandemia, portato faticosamente a termine con riprese nei veri luoghi tra America e Francia durante i giorni del Covid, arriva il thriller multiculturale che porta a Cannes il divo Matt Damon. Nei panni di Bill Baker, esperto di oleodotti nel fondo dell'Oklaoma, scopre un bel giorno che sua figlia Allison è detenuta a Marsiglia con l'accusa di aver ucciso la sua compagna Lina. Immerso in una cultura europea che non capisce, alle prese con una lingua per lui ignota, Bill deve battersi per una ragazza con cui aveva interrotto i rapporti ma che è pur sempre sua figlia. Ad aiutarlo c'è solo la francese Virginie con la figlioletta a carico.

GRANDE SPERANZA di Sebastian Meise con Franz Rogowski e Georg Friedrich. UN CERTAIN REGARD. Omosessuale da sempre, Hans finisce ripetutamente in carcere nella Germania ancora mutilata dalla sconfitta del nazismo. Rinchiuso in cella, aggredito da tutti, troverà ascolto e compagnia solo nel suo compagno di pena, un omicida che gli suscita repulsione.

UN MONDE di Laura Wandel con Maya Vanderbeque, Gunter Duret e Karim Leklou. UN CERTAIN REGARD. Dramma ad altezza di bambino per la piccola Nora divisa tra un padre distratto e brutale, un fratello che le chiede di tacere sui casi di bullismo che sopporta e il bisogno di farsi accettare, la piccola deve scegliere da che parte stare.

AFTER YANG di Kogonada con Colin Farrel e Jodie Smith. UNCERTAIN REGARD. Con il sulfureo talento giapponese si sprofonda in un futuro prossimo, in una fantascienza dai toni inquietanti: la famiglia di Jake e Kyra deve far fronte alla vita di tutti i giorni quando il computer di casa cessa improvvisamente di funzionare. Alexa, dove sei? Potrebbero dire i personaggi.

LA COLLINA DELLE LEONESSE RUGGENTI di Luana Bajrami con Flaka Latifi e Urate Shabani. QUINZAINE DES REALISATEURS. In un paesino sperduto del Kossovo (terra d'origine dell'attrice-regista ormai francese a tutti gli effetti) tre ragazze vedono spegnersi pian piano i loro sogni. Finché, un giorno, decidono che è venuto il tempo della rivolta e dell'emancipazione.

CLARA SOLA di Nathalie Álvarez Mesen con Wendy Chinchilla. QUINZAINE. Tra le montagne del Costarica vive Clara, donna di quarant'anni, da sempre schiacciate sotto il peso delle convenzioni e della ragione. Così un giorno decide di fare un viaggio con la liberazione di se stessa come meta. Una delle possibili rivelazioni di questo festival.

SOUVENIR II di Joanna Hogg con Honor Swinton-Byrne, Tilda Swinton, Tom Burke. QUINZAINE. Seguito di un ritratto dal vivo che già nel 2019 la regista aveva sbozzato sul corpo (e l'anima) di Honor. Adesso ne segue, con uno stile volutamente ibrido, l'evoluzione sentimentale dopo che si è lasciata con un ragazzo dalla personalità dominante e manipolatrice.

UNE JEUNE FILLE QUI VA BIEN di Sandrine Kiberlain con Rebecca Marder e India Hair. SEMAINE DE LA CRITIQUE. Al debutto dietro la cinepresa dopo molti successi da attrice, Kiberlain segue la pericolosa passione per il teatro di una 19enne cresciuta a Parigi sotto l'occupazione tedesca del 1940. Ma Irene non ha nemmeno paura di essere riconosciuta come ebrea pur di salire in palcoscenico. L'attesa per la Liberazione sembra non finire mai.
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