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ECONOMIA

Fase 2 e Confindustria

Bonomi: "Mondo sta cambiando anche sindacati possono cambiare"

Confindustria afferma: "Sulla produttività contratti aziendali prevalgano su quelli nazionali. "No al bancomat di Stato, colpire gli 'sconosciuti' al fisco" 

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di Tiziana Di Giovannandrea I rapporti contrattuali e sindacali vanno modificati ed i sindacati dovrebbero accettare un confronto per definire nuove regole. Lo ha affermato il neo presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un'intervista a Porta a Porta su Rai 1. Il titolare di Viale dell'Astronomia parla di tavoli di rinnovo elencando le sue priorità: "La premessa da cui dobbiamo partire è che il mondo sta cambiando. Cambiamo tutti e penso che anche i sindacati possano sedersi a un tavolo e pensare di iniziare a cambiare. Bisogna parlare di produttività, perché questo paese ha un problema di produttività da 25 anni e nel rinnovo dei contratti credo che sia il primo argomento da affrontare". "Il secondo punto - ha spiegato il Numero Uno degli industriali  è la sostenibilità economica, perché se dovessimo andare a rinnovare i contratti così come sono rinnoveremmo togliendo soldi ai lavoratori, in quanto l'inflazione è negativa: mi sembra una follia. Terzo, i patti devono essere mantenuti e sono disposto a firmare patti con chi li mantiene". Per Bonomi quindi gli accordi aziendali dovrebbero prevalere sui contratti nazionali spiegando come il modello a cui guarda vede una maggiore importanza "del livello aziendale su quello nazionale".

Cig, semplificare norme e serviranno altre risorse
"Temo" che il Governo dovrà mettere altri soldi sulla Cassa Integrazione "e dovrà semplificare la procedura" ha proseguito il presidente di Confindustria a 'Porta a Porta'. "Non è possibile", ha aggiunto, "che la Cassa integrazione arrivi 3 mesi dopo la domanda. In questo periodo la stanno anticipando le imprese, che sono pure loro in difficoltà". 

Sblocco opere, bene Conte ma seguano fatti
Confindustria giudica positivamente le parole del premier Giuseppe Conte su un provvedimento per sbloccare la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche e si aspetta che ora arrivino "i fatti". "Speriamo che alle parole seguano i fatti - ha sottolineato Bonomi- perché negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a 72 interventi sul tema di sbloccare le infrastrutture, ma purtroppo non è accaduto niente. Auspichiamo che il modello Genova venga replicato e funzioni: se si può fare un ponte in 18 mesi a Genova, si può fare in tutta Italia". Sappiamo - ha aggiunto Bonomi  che c'è una discussione molto forte in corso. Noi assistiamo sperando che si vada nella direzione giusta per il Paese".

Con Recovery Fund via a grande piano di investimenti pubblici 
"I fondi del Recovery Fund dovremmo impiegarli in un grande piano di investimenti pubblici. Capisco che in questo momento difficile abbiamo dovuto fare interventi di emergenza e sostegno al reddito, interventi tampone, ma queste risorse vengono bruciate velocemente. Allora noi riteniamo che questi 100 miliardi debbano essere messi tutti in un grande piano di investimento pubblico a cui affiancare un grande piano di investimento anche privato. Pubblico e privato devono ragionare insieme perché solo così creeremo crescita e sviluppo in grado di ripagare il debito pubblico italiano che resta uno dei grandi temi italiani che ci rende ancora molto fragile sui mercati".

Sì a prestito garantito a Fca ma soldi arrivino a filiera. Controllo molto attento da parte del Governo 
Il prestito garantito dallo Stato per Fiat Chrysler è accettabile se il Governo pone condizioni stringenti per far arrivare i 6,3 miliardi alle fabbriche italiane di Fca e alle imprese della filiera ha, poi, affermato Carlo Bonomi, secondo cui: "Il finanziamento verrebbe erogato alla parte di società di Fca che ha stabile organizzazione in Italia. Essendo superiore alla soglia di 1,5 miliardi, sta al Governo decidere come erogare il finanziamento". “Il prestito – ha sottolineato Bonomi nell'intervista a Porta a Porta – viene erogato in funzione della filiera e mi aspetterei che nelle condizioni che pone il Governo ci sia un controllo molto attento che questi soldi arrivino alla filiera. Dimmi dove investi questi soldi e quali sono gli investimenti produttivi a favore degli impianti produttivi italiani e delle aziende della filiera”.

Lotta ad evasione fiscale senza se e senza ma. No al bancomat di Stato, colpire gli 'sconosciuti' al fisco 
Confindustria sosterrà la lotta all'evasione fiscale "senza se e senza ma" ha assicurato Bonomi, non fosse altro per una questione di correttezza e di etica nel come si fa impresa. Su questo non ci sono margini di non comprensione". "Dobbiamo fare una lotta - ha aggiunto -  ma questo non vuol dire andare a recuperare base imponibile ai soliti noti, perché quello vuol dire essere bancomat di Stato. Vorrei anche una battaglia forte su quelli che sono sconosciuti al fisco e quelli che non si vuole colpire". 

Debiti P.A., decreto prevede pagamenti per 12 miliardi speriamo arrivino
Le imprese attendono i pagamenti dei debiti della Pa nei loro confronti promessi dal Governo. "Attualmente nel testo del decreto ci sono 12 miliardi speriamo arrivino alle imprese" osserva il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ricordando che l'iter prevede un confronto degli enti territoriali con la Cdp. Il presidente di Confindustria dà atto al ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli di aver cercato "di risolvere al meglio" la questione dei debiti della Pa. "Speriamo i soldi arrivino poi alle imprese" ribadisce Bonomi.   
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