MONDO
Minneapolis
Caso Floyd, l'accusa per Chauvin è omicidio volontario. Incriminati altri tre agenti
L'agente rischia fino a 40 anni di carcere

Tre agenti accusati di complicità
Il procuratore generale del Minnesota ha incriminato i tre agenti di polizia di Minneapolis coinvolti nella morte dell'afroamericano Geroge Floyd per "aiuto e complicità" in omicidio di secondo grado, cioè volontario. Lo riportano i media americani citando i documenti del tribunale. I tre poliziotti sono: Thomas Lane, J. Alexander Kueng e Tou Thao, già licenziati dopo lo scoppio del caso. Uno dei tre è stato arrestato. Lo hanno reso noto le forze dell'ordine che stanno predisponendo l'arresto anche degli
altri due. Stando al sito dello sceriffo della contea di Hennepin, in manette sarebbe già finito J. Alexander Kueng.
L'avvocato Ben Crump, che rappresenta la famiglia di George Floyd, ha twittato che la famiglia Floyd è "profondamente gratificata" dall'azione del procuratore generale, che ha modificato l'accusa per l'agente Derek Chauvin in omicidio volontario non premeditato, e l'ha definita "una fonte di pace per la famiglia di George in questo momento difficile".
Procura chiede cauzione da 1 milione di dollari
L'attorney general di Minnapolis ha chiesto che la cauzione per tutti e quattro i poliziotti accusati dell'omicidio di George Floyd sia fissata in un milione di dollari. Lo riferiscono i media Usa.
Snapchat non promuove più account Trump, incita a violenza
Intanto, la piattaforma social Snapchat non promuove più l'account del presidente americano Donald Trump a causa di messaggi considerati un incitamento alla violenza. "Non stiamo promuovendo i contenuti del presidente sulla piattaforma Discover di Snapchat" - ha detto un portavoce della compagnia Snap - "non amplificheremo le voci che incitano alla violenza razziale e l'ingiustizia dandogli promozione gratuitamente su Discover". L'account di Trump su Snapchat, che ha 1,5 milioni di follower, rimarrà tuttavia sulla piattaforma. Il passo arriva dopo i tweet di Trump contro i manifestanti che protestano per la morte di George Floyd, uno dei quali minaccia l'uso di "cani feroci".
Casa Bianca: se Trump perde fiducia in Esper lo sparete
Mark Esper resta al momento il capo del Pentagono, "se il presidente Donald Trump perderà fiducia in lui sarete i primi a saperlo". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany in conferenza stampa dopo lo scontro nato tra la Casa Bianca e il Pentagono a seguito delle dichiarazioni di Esper sull'impiego dei militari per sedare le proteste nate dall'uccisione di George Floyd.
Casa Bianca: Se necessario Trump userà esercito
L'Insurrection Act "è sicuramente uno strumento in suo potere", e "se necessario, Trump lo userà" ha ribadito Kayleigh McEnany, citata da The Hill.