POLITICA
Centro: Brugnaro accelera su "Coraggio Italia", nel mirino big di FI
Biancofiore pronta a lasciare Berlusconi, pressing su Marin, Mugnai e Sibilia

Il patron di 'Umana' potrebbe contare su un drappello di parlamentari alla Camera disposti a seguirlo nella nuova avventura. Soprattutto tra le fila di Forza Italia, dove sono tanti i moderati insofferenti, preoccupati dall'assenza di Silvio Berlusconi e da un futuro sempre più incerto.
I boatos parlano di almeno una quindicina di deputati 'attenzionati' da Brugnaro (big e peones) che, se dovessero cedere alle sirene del sindaco-imprenditore, si sommerebbero agli esponenti di 'Cambiamo', ora nel Misto: i 'totiani' sono dieci, ma potrebbero ridursi a 8 con l'addio dei giovani bergamaschi Alessandro Sorte e Stefano Benigni, dati in uscita verso Fdi. In tutto, dunque, potrebbero essere quasi una trentina i deputati coinvolti per costituire un gruppo autonomo. Come sempre capita in questi casi, la maggior parte uscirebbe allo scoperto solo all'ultimo momento. La sensazione è che stavolta, rispetto alle voci di qualche mese fa, Brugnaro sia molto avanti. Tant'è che i vertici di Fi, annusato il pericolo di 'fuga', avrebbero iniziato a fare telefonate per blindare i gruppi.
Intanto, pronta a lasciare il Cav per approdare a 'Coraggio Italia' sarebbe una berlusconiana doc come Michaela Biancofiore. Tra gli azzurri contattati da Brugnaro ci sarebbero Marco Marin e Stefano Mugnai, già coordinatori regionali del Veneto e della Toscana: in questi giorni il pressing su di loro sarebbe forte, ma, ad oggi, nessuno dei due parlamentari avrebbe dato risposta affermativa. Anche Cosimo Sibilia, storico esponente forzista in Campania e attuale presidente della Lega nazionale dilettanti, avrebbe avuto contatti con il primo cittadino della Serenissima.
Le trattative di Brugnaro con Giovanni Toti sarebbero molto avanzate (hanno pranzato a Roma il 12 maggio scorso e si rivedranno a breve). Il punto di riferimento resta sempre il perimetro di centrodestra. L'obiettivo è raccogliere soprattutto pezzi di Fi e persino della Lega, ma pure chi a sinistra e tra i Cinque stelle sente la mancanza del centro, per poi presentarsi alle politiche del 2023. Magari provando a contarsi già alle amministrative di ottobre con una lista ad hoc. Non si sa se il suo sarà solo un ruolo di padre nobile o king maker. Ma, riferiscono, ''quel che conta è partire, ora è prematuro parlare di chi fa che cosa...''.
Forte della sua rete di conoscenze, a tutti i livelli, soprattutto nel mondo delle imprese, il patron di 'Umana' (holding che raggruppa una ventina di società, dall'edilizia allo sport) considera Matteo Salvini e Giorgia Meloni interlocutori importanti e sarebbe legato ancora da un rapporto personale con Berlusconi, ma solo con lui dentro Fi. Per partire Brugnaro ha bisogno di una 'stampella' in Parlamento e per questo vede in 'Cambiamo' un partner ideale per imbarcarsi in questa avventura.
Tutti si chiedono chi è disposto a seguirlo alla Camera e magari al Senato. Forza Italia è sul chi va là, perché anche se i sondaggi la danno al 6-7 per cento, resta il problema della prospettiva politica e delle future candidature.