TENDENZE
Tradizioni e consumi
Che fine faranno le cabine telefoniche?
Da serre a mini-pub. I vecchi telefoni pubblici trovano nuova vita grazie a idee e progetti originali. Tra i più recenti, le biblio cabine romane
di Annalisa Fantilli
L'idea più funzionale arriva da Londra, città d'onore della red telephone box. La cabina telefonica per antonomasia. Il telefono pubblico ormai legato a ricordi di giovinezza per i più, trova nuova vita grazie a progetti insoliti e interessanti. Ecco, allora, che nella Capitale britannica, invece di telefonare, ora si può ricaricare il proprio smartphone grazie a un pannello solare sul tetto della struttura.
E se la solarbox ha permesso di restaurare uno dei simboli londinesi, anche l'Italia pensa al recupero urbano dei suoi circa 100 mila telefoni pubblici. La prima cabina telefonica - in vetro e metallo - è stata installata nel febbraio del 1952 in piazza San Babila a Milano. Inizialmente funzionava a gettoni, scomparsi dai primi anni del Duemila, poi con il successo degli Anni Settanta arrivarono le schede telefoniche, oggi oggetti da collezione.
Come recuperare queste strutture? Roma, che di vecchi telefoni pubblici ne ospita più di 3 mila, sta sperimentando, sull'esempio di Arona, un paese in provincia di Novara, le biblio cabine. L'idea non è italiana, ma rischia di trasformare le migliaia di vecchie strutture della Capitale in biblioteche al servizio della collettività, sperimentando il book sharing: lasci un libro, ne prendi un altro.
E pensando sempre alla collettività, ecco spuntare le mini serre nelle cabine ormai dismesse. Da oggetti della memoria a piccoli giardini cittadini. O anche orti, a seconda della creatività del designer. Basilico, salvia e menta, infatti, ben si prestano come cornice urbana.
Torniamo nel Regno per le idee più originali. Il pub più piccolo del mondo è stato allestito in una cabina telefonica a Shepreth, Cambridgeshire, una contea dell'Inghilterra orientale. Mentre nella grande mela il colosso Google mira a trasformare i vecchi telefonici pubblici in hotspot per il libero accesso a internet.
E se la solarbox ha permesso di restaurare uno dei simboli londinesi, anche l'Italia pensa al recupero urbano dei suoi circa 100 mila telefoni pubblici. La prima cabina telefonica - in vetro e metallo - è stata installata nel febbraio del 1952 in piazza San Babila a Milano. Inizialmente funzionava a gettoni, scomparsi dai primi anni del Duemila, poi con il successo degli Anni Settanta arrivarono le schede telefoniche, oggi oggetti da collezione.
Come recuperare queste strutture? Roma, che di vecchi telefoni pubblici ne ospita più di 3 mila, sta sperimentando, sull'esempio di Arona, un paese in provincia di Novara, le biblio cabine. L'idea non è italiana, ma rischia di trasformare le migliaia di vecchie strutture della Capitale in biblioteche al servizio della collettività, sperimentando il book sharing: lasci un libro, ne prendi un altro.
E pensando sempre alla collettività, ecco spuntare le mini serre nelle cabine ormai dismesse. Da oggetti della memoria a piccoli giardini cittadini. O anche orti, a seconda della creatività del designer. Basilico, salvia e menta, infatti, ben si prestano come cornice urbana.
Torniamo nel Regno per le idee più originali. Il pub più piccolo del mondo è stato allestito in una cabina telefonica a Shepreth, Cambridgeshire, una contea dell'Inghilterra orientale. Mentre nella grande mela il colosso Google mira a trasformare i vecchi telefonici pubblici in hotspot per il libero accesso a internet.
