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SPETTACOLO

L'annuncio dell'Academy di Hollywood

Cinema, Oscar alla carriera per Lina Wertmüller

"Sorpresa ma anche molto contenta": la regista commenta con poche parole la decisione

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La regista italiana Lina Wertmüller riceverà un Oscar alla carriera. Lo ha deciso il board dell'Academy Academy of Motion Picture Arts.

Wertmüller, nata a Roma il 14 agosto del 1928, in passato è stata la prima donna candidata all'Oscar come regista nel 1977 per il film "Pasqualino Settebellezze". La cineasta riceverà la statuetta onoraria insieme al regista David Lynch e agli attori Wes Studi e Geena Davis. L'Oscar viene conferito alla regista perché "si è distinta in modo straordinario lungo la sua carriera, e per il contributo eccezionale dato al cinema". 

"Sono felice per questa notizia" dice all'Ansa commentando la decisione. "Non me lo aspettavo ma lo prendo volentieri", aggiunge con la solita ironia. "Mi fa piacere dedicarlo a Enrico Job, compagno di una vita e di lavoro e a nostra figlia Maria", prosegue la regista novantenne raggiunta nella sua casa romana.

I quattro premiati saranno presentati il 27 ottobre agli 11/i Annual Governors Awards dell'Academy.

Nel 1977, "Wertmüller - sottolinea l'Academy - è stata la prima donna a ricevere una nomination all'Oscar per la regia, accompagnata da quella per la sceneggiatura originale per 'Seven Beauties' ('Pasqualino Settebellezze', ndr)". La pellicola ebbe in tutto quattro candidature, con Giancarlo Giannini come migliore attore protagonista e miglior film straniero.

"Nota per essersi concentrata su questioni politiche e sociali, Wertmüller - prosegue l'Academy - ha scritto e diretto film importanti come 'The Basilisks' (1963) ('I basilischi'), 'The Seduction of Mimi' (1972) ('Mimì metallurgico ferito nell'onore'), 'Love and Anarchy' (1973) ('Film d'amore e d'anarchia'), e 'Swept Away' (1974) ('Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare di agosto')". In quest'ultimo caso il titolo statunitense attribuito è quello del remake girato nel 2002 da Guy Ritchie, con Madonna nel ruolo che fu di Mariangela Melato e Adriano Giannini in quello già interpretato dal padre, Giancarlo Giannini.

Solo due registi italiani hanno ricevuto in passato l'Oscar alla carriera: Federico Fellini nel 1993 e Michelangelo Antonioni nel 1995.​

La carriera della regista
L'Oscar annunciato oggi premierà Lina Wertmüller per la sua lunga e gloriosa carriera tra cinema e Tv. A diciassette anni si iscrive all'Accademia Teatrale diretta da Pietro Sharoff e poi inizia a collaborare con celebri registi teatrali come Garinei e Giovannini. In Tv trova subito il successo come autrice e regista della prima edizione della celebre trasmissione "Canzonissima" nel 1956 e poi lo consolida con "Il giornalino di Gian Burrasca", serie televisiva-musical, con Rita Pavone protagonista maschile nel 1964. Nel cinema è aiuto regista e attrice di Federico Fellini ne "La dolce vita" (1960) e "8 e 1/2" (1962). Il suo esordio come regista avviene nel 1963 con "I basilischi" che le valse la Vela d'argento al Locarno Festival.

Nella seconda metà degli anni sessanta la collaborazione con Giancarlo Giannini: da "Mimì metallurgico ferito nell'onore" (1972), "Film d'amore e d'anarchia" (1973), "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" (1974), "Pasqualino Settebellezze" (1976), "La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia" (1978) e "Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici" (1978).

Il 1983 è l'anno di "Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada", film che affronta il tema del terrorismo. Del 1986 è la prima delle sue rare incursioni nel teatro lirico con la regia della "Carmen" di Georges Bizet, che inaugura la stagione lirica 1986-87 del Teatro di San Carlo di Napoli.

Wertmüller non tralascia però neanche il teatro: è autrice di diverse sceneggiature e regie da "Due più due non fa più quattro" (1968) a "Fratello sole, sorella luna" (1971). Nel 1992 dirige "Io speriamo che me la cavo" con Paolo Villaggio, mentre nel 1996 torna alla satira politica con "Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica", con Tullio Solenghi e Veronica Pivetti. La regista torna dietro la macchina da presa con la serie televisiva "Francesca e Nunziata" (2001, con Sophia Loren e Claudia Gerini) e il film "Peperoni ripieni e pesci in faccia" (2004, sempre con Loren protagonista). Il successivo "Mannaggia alla miseria" (2008, con Gabriella Pession e Sergio Assisi) è trasmesso su Rai 1 nel 2010. Nello stesso anno le è conferito il David di Donatello alla carriera.
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