POLITICA
Soddisfatti il ministro Orlando e presidente antimafia, Bindi
Codice antimafia: la Camera approva le modifiche
Le modifiche al codice antimafia e alle norme per la gestione dei beni confiscati approvate a Montecitorio con 281 voti a favore, 66 contrari (Fi e M5S) e due astenuti. Soddisfazione espressa dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi

Le principali novità
Le nuove norme prevedono, tra l'altro, che il sequestro di partecipazioni sociali totalitarie si estende a tutti i beni aziendali. A provvedere materialmente al sequestro sarà ora la polizia giudiziaria e non più l'ufficiale giudiziario. E' introdotto il nuovo istituto del controllo giudiziario delle aziende quando sussista il pericolo concreto d'infiltrazioni mafiose che ne condizionino l'attività. L'amministrazione giudiziaria di beni e aziende sarà possibile anche in presenza di indizi da cui risulti che il libero esercizio di attività economiche agevola l'attività dei soggetti colpiti da una misura di prevenzione patrimoniale o che abbiano comunque in corso un procedimento penale per specifici delitti di mafia o gravi reati contro la Pubblica amministrazione.
Le aziende sequestrate per il proseguimento dell'attività potranno contare su un Fondo finanziato da 10 milioni di euro all'anno. L'Agenzia beni confiscati viene ridisegnata spostando il baricentro dal Ministero dell'Interno alla Presidenza del Consiglio che ne avrà ora la vigilanza.
Contro il caporalato, infine, scatta la confisca obbligatoria di ciò che è servito a commettere il reato.
Il ministro della Giustizia Orlando
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a RaiNews24, commentando il via libera della Camera ha detto che ora "sarà ancora più largo il campo di azione. Possono essere sequestrati i beni dei mafiosi ma anche dei corrotti e di coloro che operano in modo schiavistico, come nel caporalato". Secondo il Guardasigilli ci sono adesso "strumenti nuovi, più rapidi ed efficaci in grado di consentire sequestri e confische, con proventi per lo Stato, operando in modo più trasparente".
Soddisfazione per il voto della Camera arriva anche da Rosy Bindi
Soddisfatta anche la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi: "Il voto di questa sera è un primo importante passo, lungamente atteso. La Camera ha dato un segnale forte della volontà di rendere più incisiva la lotta alle mafie, in un settore cruciale come quello della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata". La deputata del Pd poi ha spiegato che "il provvedimento raccoglie il grande lavoro fatto dalla Commissione Antimafia che fin dall'avvio della legislatura aveva individuato questo settore come una priorità".