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L'industria si ribella

"Preservativo obbligatorio", e il porno lascia Los Angeles

La corte suprema rigetta il ricorso degli operatori del settore e conferma la legge approvata nello stato di LA nel 2012. Il profilattico dovrà essere usato nei film girati a Los Angeles. Per aggirare il provvedimento, però, basterà spostare i set in stati vicini

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Los Angeles Il cinema in America si chiama "The Industry". C'è l'industria del colossal, dei film di fantascienza, di quelli di guerra, delle commedie d'amore e anche quella del porno. Un settore da sempre prolifico, che dalle parti di Los Angeles e Hollywood, però, rischia di non essere più tanto di moda.

Una legge del 2012, infatti, impone alle produzioni pornografiche realizzate nella città degli "Angeli" l'uso del profilattico per gli attori. L'industria del settore fa ricorso, ma soccombe davanti alla decisione dei giudici della Suprema Corte. Si appellano al primo emendamento, la legge che vieta provvedimenti restrittivi delle libertà in nome di una qualsiasi religione. I ricorrenti sostengono che l'uso del condom "intacchi" la fantasia dell'opera, riportando i telespettatori a cose di tutti i giorni e a "problemi" come la gravidanza e le malattie sessualmente trasmissibili. Insomma, il "condom frena i sogni del pubblico". 

Chiaramente, la decisione è volta proprio a sensibilizzare contro le malattie sessualmente trasmissibili e ad evitarne la diffusione. 

La legge è del 2012 e da allora, sottolineano i "cineasti" del settore, i film porno girati a Los Angeles sono diminuiti da 485 a 40 all'anno. Così la Vivid Entarteinment Group, un colosso del settore, ha già fatto i bagali per trasferire le produzioni altrove. Secondo i produttori, il pubblico non gradisce i profilattici nei film e per quanto riguarda la profilassi per gli attori, le misure adottate sono ritenute "sufficienti" per la prevenzione di malattie veneree. 

E mentre gli operatori auspicano una legge federale, il porno lascia Los Angeles, Hollywood e il Sunset Boulevard. Difficile, però, che non trovi altre patrie. 
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