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Confindustria, allarme crescita: "Italia rallenta più del previsto. Serviranno manovre correttive"
All'appuntamento con le previsioni economiche di giugno il centro studi di via dell'Astronomia taglia le stime di crescita, il pil si fermera' al +1,3% quest'anno (e non piu' al +1,5%), +1,1% nel 2019 (e non piu' al +1,2%), e lancia un allarme sul mercato del lavoro: "Non e' piu' tonico. a tempo indeterminato ha smesso di crescere, a termine ha registrato una impennata"

Ed il presidente, Vincenzo Boccia, bolla come "un errore" irrigidire i contratti a termine e chiede al governo di ascoltare le "idee degli altri" prima di decidere: se non c'e' confronto con i corpi intermedi, dice, si puo' anche dire che e' democrazia diretta "ma non si capisce chi ascolti".
All'appuntamento con le previsioni economiche di giugno il centro studi di via dell'Astronomia taglia le stime di crescita, il pil si fermera' al +1,3% quest'anno (e non piu' al +1,5%), +1,1% nel 2019 (e non piu' al +1,2%), e lancia un allarme sul mercato del lavoro: "Non e' piu' tonico. a tempo indeterminato ha smesso di crescere, a termine ha registrato una impennata".
Cosi', avvertono gli economisti di Confindustria, si restringono gli spazi di manovra sui conti pubblici: "Verremo giudicati" sui mercati da chi "acquista il nostro debito pubblico" e non va sottovalutato l'aumento dello spread btp-bund che "si e' ripercosso anche negli altri paesi del sud Europa: e' evidente come l'Italia rappresenti un rischio per l'intera area euro".
Andrea Montanino, illustrando il primo 'scenario' economico che porta la sua firma come nuovo direttore del centro studi di via dell'Astronomia, si presenta sottolineando che nel suo lavoro non dara' tanto importanza ai decimali delle previsioni quanto alle tendenze, ai segnali d'allarme, e quindi alle proposte di politica economica.
E gli spunti non mancano. L'attenzione e' oggi anche sulle clausole di salvaguardia: "Non si puo' piu' fare come in passato: non aumentare l'iva e finanziare tutto a deficit sarebbe un errore. aumentarla e basta avrebbe effetti recessivi importanti. Aumentarla per finanziare investimenti pubblici addizionali puo' avere effetti positivi".
Dal csc arriva anche la proposta di Confindustria per una riforma della governance dell'eurozona, per una posizione "italiana che ad oggi manca": e' un "modello ben bilanciato tra carota e bastone", piu' strumenti ma anche piu' rigore per chi ne beneficia, un grande piano di investimenti, eurobond per almeno il 3% del pil, chiudere i cantieri aperti completando l'unione bancaria e quella dei capitali, integrare nella legislazione Ue il salvataggio dei paesi in crisi. Ed un ministro economico europeo per gestire il nuovo bilancio.
Bccia avverte che il dibattito politico non puo' ancora limitarsi a migranti e pensioni. Serve "un intervento organico di politica economica" con una priorita': piu' occupazione per i giovani e taglio del cuneo fiscale per aumentare le buste paga. "Non depotenziamo la crescita e prepariamoci ad un contesto che in termini di previsioni economiche non e' proprio il massimo della vita. Questo significa che l'Italia deve reagire e difendersi".
Al nuovo governo M5s-Lega Boccia chiede di garantire un "confronto serrato", di ascoltare le parti (come non ha ancora fatto sul tema dei contratti a termine) prima "di decidere nel primato della politica". Ed a Matteo Salvini, che ha indicato come priorita' le piccole imprese, dice che "questo Paese non ha bisogno di divisioni tra categorie ma di unita'".