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POLITICA

Servirà una nuova votazione: la tredicesima

Consulta, nuova fumata nera in Parlamento per elezione giudici

Né Luciano Violante, né Donato Bruno hanno raggiunto il quorum necessario di 570 voti. Il primo si è fermato a 518, mentre il senatore di Fi ne ha raccolti solo 511. Nulla di fatto anche per l'elezione dei membri restanti del Csm

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Roma Fumata nera del Parlamento per l'elezione dei due giudici della Corte Costituzionale. Né Luciano Violante, né Donato Bruno hanno raggiunto il quorum necessario di 570 voti. Il primo si è fermato a 518, contro i 526 di ieri, mentre il senatore di Fi ne ha raccolti solo 511, a fronte dei 544 di ieri. Fumata nera anche per l'elezione dei membri restanti del Csm. Servirà una nuova votazione: la tredicesima. Fonti di Pd e Fi confermano che andranno avanti con il tandem Violante-Bruno.

Il monito di Napolitano
Lo stallo del Parlamento sull'elezione dei membri del Csm e della Consulta aveva provocato un nuovo, duro intervento del Presidente della Repubblica. In una nota diffusa in mattinata Giorgio Napolitano aveva richiamato deputati e senatori al loro dovere di trovare un'intesa per eleggere i membri degli organi di garanzia ricordando che "quorum elevati per tali operazioni elettorali in Parlamento implicano tassativamente convergenze sulle candidature e piena condivisione nell'espressione dei voti tra forze politiche diverse, di maggioranza e di minoranza".

Il Capo dello Stato aveva avvertito inoltre che "immotivate preclusioni nei confronti di candidature di altre forze politiche o la settaria pretesa di considerare idonei solo i candidati delle propria parte" rischia di logorare e mettere in discussione "lo stesso istituto di garanzia rappresentato dal sistema dei quorum qualificati".

L'incontro Renzi-Berlusconi
In serata Silvio Berlusconi e Matteo Renzi hanno ribadito la linea di insistere sui nomi di Luciano Violante e Donato Bruno. "Non si è parlato di Consulta e di Csm se non nei termini in cui si è espresso il capo dello Stato" ha detto il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, lasciando palazzo Chigi al termine dell'incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. E sul patto sulle nomine dice "Sui nomi si sono già pronunciati i gruppi parlamentari, a quel pronunciamento noi rimaniamo".
I due leader poi avrebbero blindato il patto del Nazareno, accordandosi sulla necessità di accellerare sulla riforma elettorale; il Cavaliere avrebbe confermato la volontà di rivedere le soglie di sbarramento, (4% quella minima e 40% per premio maggioranza) venendo così incontro ai desiderata dei piccoli, come Ncd, opponendo però un niet alle preferenze. Renzi dal canto suo avrebbe ribadito ancora una volta
l'intenzione di voler andare avanti con il governo perchè andare alle elezioni anticipate sarebbe una sconfitta.
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