POLITICA
Intervista a La Repubblica
Conte: il Governo non cadrà, il voto è sulla riforma del Mes, non sul suo utilizzo

"Guido un governo europeista, saremo protagonisti della riforma del Mes e del Recovery Fund assieme a Berlino e Parigi".
"Siamo in guerra con il virus ma ora inizia la ricostruzione nel segno dell’Europa e sarà il mio governo a guidarla perché non cadrò sul Mes". Il premier non teme il voto del 9 dicembre in Parlamento sulla riforma del Mes "perché il M5S sta completando la svolta pro-Ue". E a chi nella maggioranza ipotizza rimpasti, Conte fa sapere: "Dovete uscire allo scoperto e chiedere cosa volete"
"Lunedì ci ritroveremo con i ministri per approvare il budget del Recovery Fund con tutti gli appostamenti. Dopo le 6 linee guida già condivise con il Parlamento, approfondiremo anche la sessantina di progetti che hanno superato il vaglio preliminare e che sono ormai in dirittura finale. Li raggrupperemo in 17 clusters".
Dei progetti, spiega Conte, "alcuni saranno centralizzati, altri avranno una dimensione capillare sul territorio, come ad esempio quello volto a migliorare l’offerta di asili nido: c’è un progetto per 2 miliardi al fine di potenziare le strutture offrendo servizi per 750mila bambini".
"Poi abbiamo un vasto programma di efficientamento energetico, cablaggio e messa in sicurezza degli edifici pubblici, a partire da scuole e ospedali, cui sarà dedicato quasi il 10% delle risorse del Piano - dice il Conte -. Per rendere l’Italia più connessa al sistema dei trasporti europeo, sono previsti interventi per la logistica, la movimentazione merci e l’elettrificazione dei principali porti, a partire da Genova e Trieste".
"Sul fronte della ricerca e dell’innovazione abbiamo in cantiere la creazione di poli per la ricerca di base, applicata e il trasferimento tecnologico in settori come agritech, intelligenza artificiale, fintech, biomedicina e altri", afferma.
"Lunedì approveremo anche la struttura di governance del Recovery Fund con coordinamento presso la Presidenza del Consiglio, per ovvie ragioni di equilibri, ma quello che conta davvero è che sia garantita la piena efficienza. Vi sarà, come anche ci chiede la Ue, un comitato ristretto deputato a vigilare con costanza tutta la fase attuativa".
"Ne faremo parte io, il ministro dell’Economia e il ministro dello Sviluppo Economico, con la responsabilità di riferire periodicamente al Ciae e al Parlamento - spiega Conte -. La supervisione tecnica dell’attuazione sarà affidata a una struttura composta da sei manager, assistiti da uno staff dotato delle necessarie competenze professionali. In casi eccezionali i sei manager potranno essere chiamati a intervenire con poteri sostitutivi per evitare ritardi e perdite di risorse".Lunedì non verranno fatti i nomi dei 6 manager. "Verranno dopo", sottolinea il premier.