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ECONOMIA

Ocse

Disoccupazione Italia sale al 12,5%, giovani al 40,4%

Continua ad aumentare la percentuale di under 25 senza lavoro: in Italia sono il 40,4% (contro il 40,2% del mese precedente, e nell'area euro il 24,1% (contro 24%). Padoan, capoeconomista dell'Ocse: il 2014 sarà l'anno della ripresa

Aumenta la percentuale degli under 25 senza lavoro
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Il tasso di disoccupazione Ocse è rimasto stabile al 7,9% nel mese di settembre 2013. In tutta l'area Ocse, si legge in una nota, 47,9 milioni di persone erano disoccupate, 0,1 milioni di meno rispetto ad agosto 2013, ma ancora 13,2 milioni in più rispetto al luglio 2008.

Nell'area dell'euro, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 12,2%. "Questa
stabilità - si legge nella nota - nasconde modelli divergenti tra i vari paesi". Nel mese di settembre, il tasso di disoccupazione e' aumentato di 0,1 punti percentuali in
Francia (al 11,1%) e Italia (al 12,5%), raggiungendo nuovi picchi, mentre e' diminuita di 0,1 punti percentuali in Germania (al 5,2%), il livello piu' basso dal 1991.

Padoan: il 2014 sarà l'anno della ripresa
Credo che Il 2014 sarà l'anno in cui la crescita tornerà positiva, con un + davanti e questo si concretizzerà in un aumento di posti di lavoro", anche se "ovviamente con tempi non rapidissimi: sarà un processo lento". Cosi' Piercarlo Padoan, capo economista dell'Ocse.

Certo, ha detto ancora Padoan, "rispetto ad altri paesi della zona euro, l'aggiustamento agli squilibri in Italia e' stato meno sensibile, ma io confido che
ci sarà questa inversione di tendenza. Servirà una combinazione di misure: spinta maggiore della domanda e misure adeguate per facilitare ingresso di giovani al lavoro, magari facendo quello che l'Ocse dice da tempo, e cioè detassare il lavoro, spingere la fiscalità altrove. Poi, va fatta chiarezza sull'austerity, l'aggiustamento fiscale della zona euro è quasi finito, quindi il debito comincerà a scendere anche in Italia e questo dovrebbe migliorare anche lo spread.

Il problema è sempre quello della compressione delle spese, che innescherà una crescita lieve ma significativa, un processo lento ma virtuoso. Stiamo uscendo dalla fase 2 della crisi, durata 5 anni, una crisi strutturale, non ciclica".
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