Viaggio ad Angkor, culla della civiltà khmer
Un sito archeologico grandioso, in Cambogia, che ha ispirato gli sceneggiatori di Tomb Raider. Qui tra il IX e il XIV secolo l'impero Khmer visse il suo splendore
Visitarlo è come entrare in un sogno. La giungla si schiude come per incanto alla fine del viale che porta alla culla della civiltà khmer: Angkor uno dei siti archeologici più grandi e certamente più affascinanti del mondo. Qui nacque e si sviluppò tra il IX e il XIV secolo l’impero Khmer che arrivò ad estendersi dalla Birmania al Vietnam. Angkor ne era il centro politico e spirituale. La città ,nel periodo di massimo splendore, vantava una popolazione di un milione di abitanti quando Londra ne aveva appena 50.000
Guardiani di pietra vegliano sul terrapieno che conduce al principale tempio, Angkor Wat. Intorno, l’acqua riempie un lungo ed ampio fossato. Percorrere quel tratto è un’esperienza intensa, quasi mistica . Poi si entra in un mondo dove arte e spiritualità si fondono perfettamente.
Parliamo di bassorilievi, di statue e di centinaia templi e luoghi sacri spesso stretti nell’abbraccio di rami e radici secolari, quasi la natura volesse inghiottirli per sempre.
La magia di questo luogo non è sfuggita la cinema. Qui il grande regista Jean Jacques Annaud ha girato “le due tigri”, qui sono state ricreate le affascinanti ambientazioni del famoso “Tomb Rider”.
Cuore del Regno di Cambogia e non solo, oggi Angkor è motivo di orgoglio nazionale per tutti i khmer e meta di pellegrinaggio della popolazione.
2 LIBRI DA LEGGERE PRIMA DI PARTIRE
“Angkor, la foresta di pietra” di Bruno Dagens – Electa Gallimard – Torino 1995
“Un pèlerin d’Angkor” di Pierre Loti che visitò Angkor nel 1910
QUANTI GIORNI PROGRAMMARE: non meno di 3,
COME ARRIVARE: da Phnom Phen aereo fino all’aerporto di Siem Reap. Il sito è raggiungibile a piedi (ca 8 km da Siem Reap), in bici, in tuc tuc, in macchina o addirittura in Mongolfiera
COSA PORTARSI DIETRO: acqua e cappellino (il sole qui non scherza)….magari anche qualche panino e un po’ di frutta
QUANDO VISITARE IL SITO: Se volete davvero assaporare il fascino d Angkor raggiungete il sito nelle prime ore del mattino, per evitare le orde di turisti.
DOVE ALLOGGIARE: la vicina Siem Reap è una cittadina ricca di alberghi, resorts e ristoranti di tutto rispetto
Le tre cose DA NON PERDERE: le specialita' della cucina Khmer. I massaggi cambogiani: non costano molto e dopo una visita all’antica Angkor ti rimettono al mondo… ; un must: le sete prodotte nei laboratori della zona.
COME RIPARTIRE: semplicemente in aereo ma se non avete troppa fretta potete raggiungere il vicino lago di Tonle Sap e visitare il villaggio galleggiante dove la gente vive di pesca e dove sia le case che le scuole sono su palafitta, pensati i bambini vanno a scuola lungo il fiume con la barchetta che loro stessi guidano. Un luogo povero ma dove la vita esplode con tutta la sua forza. Da lì, con una barca a motore, potete arrivare alle tranquille acque del Mekong e rientrare a Pnom Phen…
Nota del viaggiatore: non vi stupite se vedrete pochi anziani tra la popolazione della Cambogia. Quasi un’intera generazione è stata eliminata fisicamente tra il 1975 e il 1979, gli anni del terrore del regime di Pol Pot. Una ferita profonda che tuttora il popolo cambogiano cerca di rimarginare.