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CULTURA

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Quell'estate che cambiò i Beatles

Esce in Italia “L'estate di Sgt.Pepper” di George Martin. Il racconto del quinto Beatle di come è nato uno degli album più belli di tutti i tempi. E di che cosa l'ha influenzato. A partire da Elvis

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di Emma Farnè Non c'è solo la musica, ma anche le amicizie, gli amori finiti male, le feste. C'è anche lo spartito di Strawberry Fields Forever, quelle note scritte da Paul Mc Cartney e poi cambiate da John Lennon. In L'estate di Sgt.Pepper, presentato alla Fiera della piccola e media editoria a Roma, c'è il racconto di quei tre mesi che cambiarono per sempre la storia dei Beatles e anche della musica.

In poco più di duecento pagine George Martin ripercorre come sono nate quelle canzoni. Come A Day in the Life: “I Beatles erano venuti da me a dirmi che volevano usare un'orchestra sinfonica. Paul era quello che spingeva l'idea più degli altri. 'Niente da fare, replicai, non ha senso. E' uno spreco di denaro. Stai parlando di una novantina di musicisti. Questa è la Emi, non Rockfeller!”. Alla fine i Fab Four se la cavarono con 41 orchestrali, Martin disse: “Crepi l'avarizia”. Ma senza direttore. “Ai musicisti dissi: badate solo al vostro suono. Risero. Metà pensò che eravamo completamente pazzi. L'altra metà che la situazione era uno spasso”.

Rivive così l'estate del 1967 nel racconto di tanti dettagli. A partire dalla copertina dell'album, uno dei prodotti più più popolari e ispirazione di parodie nella storia del pop. “Doveva risultare sconvolgente”. E lo è stata, tanto che “dall'uscita dell'album”, racconta Sir George “si indicevano quiz in tutto il Paese per riconoscere tutti i personaggi”. Tra cui c'erano anche statue di cera del Madame Tussauds.

Tra i tanti aneddotti sull'ispirazione per Stg Pepper, ce n'è uno poco conosciuto: “Per certi versi, potrebbe essere stata proprio Sua Maestà Elvis Presley a ispirare un'idea del genere. A quanto pare una volta Elvis mandò la sua Cadillac in tour: soltanto la Cadillac, senza di lui! Questa folle trovata entusiasmò i Beatles, tanto che spesso ci scherzavano sopra, e un'idea cominciò a maturare in loro: 'Perché non facciamo un album che sia una specie di show e non lo spediamo in tour al posto nostro?'” Quello che è successo dopo, è diventato storia.
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