POLITICA
Sì alla fiducia
La Camera approva la legge di Stabilità
La legge di stabilità è stata approvata ieri sera alla Camera, dopo che il governo ha ottenuto la fiducia. Lunedì l'approvazione definitiva da parte del Senato. Poi la legge sarà subito modificata dal governo con un decreto per aumentare le risorse

I lavori
Questa mattina l'Aula di Montecitorio voterà gli altri due documenti di Bilancio: il ddl di Bilancio e la Nota di variazione. Tutti i testi passeranno poi al Senato per il sì definitivo. E a quel punto la manovra sarà legge.
In arrivo un decreto
Una legge che paradossalmente sarà immediatamente cambiata con un decreto, come ha annunciato il ministro Graziano Del Rio, per integrare le risorse per il 2014 a favore dei Comuni, che sono in rivolta. Ai 500 milioni già previsti per consentire le detrazioni sulla Tasi (la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni) in favore delle famiglie, se ne aggiungeranno altri 700-800 milioni. Il tutto avverrà in un imminente decreto, che potrebbe essere o il milleproroghe di fine anno, o uno ad hoc. Nulla ancora si sa delle coperture.
La replica di Letta a Sindacati e Confindustria
E oltre che ai Sindaci, il premier Enrico Letta ha voluto replicare da Bruxelles alle richieste fatte anche nei giorni scorsi da sindacati e Confindustria: ''Tutti chiedono ma la somma di tutti vuol dire la bancarotta dello Stato''.
Critiche alla manovra
Dure le critiche alla manovra. Tanto la Lega quanto M5s, che Fi, hanno parlato di "marchette" o di "legge mancia". E per certi aspetti è la stessa critica fatta nei
giorni scorsi da Confindustria, che chiedeva di evitare i finanziamenti a pioggia.
Per Bonanni questa legge "non è una svolta economica"
"Si poteva fare di più - ha commentato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni - ma nel nostro paese si va avanti solo con la politica dello scarica barile". Bonnani ha continuato: "Questa legge di stabilità, anche per via dei vincoli europei, non rappresenta una svolta economica. Tutti ci aspettavamo di meglio. C'è un flusso di recriminazione continuo, ma ci sono anche troppe lobby, rendite e poteri forti che frenano sui necessari cambiamenti economici".
Fassina: "Si poteva fare di più"
Anche il viceministro all'Economia Stefano Fassina ha sottolineato che si poteva fare di più ma "va presa consapevolezza dei limiti entro i quali il governo italiano si muove. Il governo italiano, come tutti i governi - ha dichiarato Fassina - non ha potuto fare gli interventi forti che gli imprenditori attendevano. La battaglia è in Europa per cambiare una linea di politica economica insostenibile e che sta portando l'Eurozona come il Titanic sempre più vicino all'iceberg".
Brunetta: "Legge criticata da tutto il mondo"
Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, ha criticato la legge di stabilità che "Ormai è senza padri; tanto è vero che oggi Letta, che era a Bruxelles, e Alfano non l'hanno votata. E questo vuol dire qualcosa". Brunetta ha continuato: “Questa legge è criticata dal tutto il mondo: dai comuni in rivolta, da Confindustria, dai sindacati, dall’Unione Europea, dai cittadini. Non aumenta la crescita e aumenta, invece le accise”.