ECONOMIA
La nuova direttiva bloccata dal 2008
Accordo al vertice Ue contro il segreto bancario. A rischio i paradisi fiscali
La norma entrerà in vigore in concomitanza con un accordo con altri cinque paesi terzi, le cui banche dovranno applicare disposizioni simili a quelle dell'Unione europea

La nuova direttiva, volta a combattere elusione ed evasione fiscale, era bloccata dal 2008 dal doppio veto lussemburghese e austriaco, ovvero dai due paesi Ue che avevano tradizionalmente norme molto forti di tutela del segreto bancario.
Anche l'Austria ha annunciato il suo accordo, secondo fonti Ue. La direttiva entrerà in vigore in concomitanza con un accordo con altri cinque paesi terzi (Svizzera, Liechtenstein, Andorra, Monaco e San Marino), sedi di "paradisi fiscali", le cui banche dovranno applicare norme (basate sugli standard dell'Ocse) simili a quelle Ue per l'"informazione automatica" obbligatoria delle amministrazioni fiscali dei paesi di appartenenza dei trust e delle fondazioni che depositano denaro.
I negoziati con i cinque paesi non Ue, alla cui positiva conclusione è condizionato il via libera di Vienna e di Lussemburgo, "hanno registrato dei buoni progressi", ha riferito il commissario europeo alla Fiscalità, Algediras Semeta. Semeta spera di poter raggiungere un accordo con tutti e cinque i paesi terzi e poi adottare la direttiva "entro la fine dell'anno".