MONDO
Pyongyang
Corea del Nord, Kim Jong-Un promette una svolta economica e avverte: "Pronto a guerra se provocato"
Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha affermato nel tradizionale discorso di capodanno di essere pronto alla guerra se provocato da stranieri "invasivi", rimanendo però lontano dalle passate minacce incentrate sulle armi nucleari e le ambizioni di missili a lungo raggio. Benché non abbia non ha offerto un dialogo a Corea del Sud e a Stati Uniti, ma ha detto di essere aperto a colloqui con chiunque sia veramente interessato a "riconciliazione e pace" nella penisola coreana. Il leader nordcoreano ha infine assicurato che migliorerà l'economia in difficoltà della Paese

"Il Partito dei lavoratori di Corea", ha assicurato Kim con un'ammissione dell'estrema povertà del Paese, "considera una priorità assoluta, tra i suoi milioni di compiti, quella di migliorare le condizioni di vita della popolazione". "Dobbiamo creare una svolta nello sviluppo economico", ha insistito. Il leader nordcoreano aveva fatto promesse analoghe nei tre precedenti discorso di Capodanno, ma come in quelle occasioni anche stavolta non ha indicato in concreto la sua ricetta per far ripartire l'economia. A maggio, però, si terrà il primo congresso del Partito dei lavoratori da 35 anni ed è possibile che sia l'occasione per introdurre novità nella asfittica politica economica del regime comunista.
Sulle relazioni con Seul, Kim si è detto aperto a nuovi colloqui ma ha messo in guardia il Sud da qualsiasi attività che possa minacciare un accordo per ridurre la tensione alla frontiera sottoscritto ad agosto. "La Corea del Sud", ha lamentato, "ha posto unilateralmente la questione della unificazione aumentando il conflitto e la diffidenza tra noi". In particolare, è tornato a denunciare come "provocatorie" e "pericolose" le esercitazioni militari annuali che gli Usa conducono insieme alla Corea del Sud.
Il discorso di Kim è stato il quarto dal suo insediamento alla guida dell'isolato regime del Paese asiatico, nel 2011, dopo la morte del padre, Kim Jong Il.