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Coronavirus

La pandemia

Coronavirus: oltre 1,2 milioni di casi nel mondo. Cuomo: in calo morti a New York

Direttore servizio sanitario Usa: "Settimana più dura e triste. Sarà una Pearl Harbor"

Seattle (AP Photo/Elaine Thompson)
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I casi di coronavirus nel mondo hanno superato quota 1,2 milioni, mentre il numero dei morti supera i 65.000: lo rende noto la Johns Hopkins University. Nel suo ultimo bollettino l'università americana specifica che sono 65.652 le persone contagiate dal coronavirus decedute nel mondo. I casi accertati sono 1.213.927 mentre i guariti sono 252.391. Gli Stati Uniti guidano la triste classifica con oltre 321mila casi, seguono la Spagna (126.168) e l'Italia (128.948).

Usa doppiano Italia e Spagna, 321.000 casi
Il numero di casi accertati di coronavirus negli Stati Uniti è schizzato a 321.762, oltre il doppio di Spagna e Italia e quattro volte quelli della Cina. Le vittime sono ora oltre 9.132.

Negli Usa è corsa contro il tempo per l'approvvigionamento di attrezzature mediche e dispositivi di protezione. Il governatore Andrew Cuomo ha comunicato che nello stato di New York - nelle ultime 24 ore - si sono registrati altri 8.327 casi di coronavirus. I morti sono 594. I decessi a questo punto salgono a 4.159. Cuomo ha aggiunto: "Per la prima volta il numero dei morti è diminuito".

Cuomo ha elogiato la Cina per aver facilitato una spedizione di 1.000 ventilatori , come ha affermato il presidente Donald Trump, gli Stati stanno facendo richieste gonfiate per le forniture e hanno suggerito di avere una mano nella spedizione. Cuomo ha riconosciuto di aver chiesto aiuto alla Casa Bianca e ad altri per negoziare i ventilatori. "Abbiamo dato al governatore di New York più di quanto nessuno abbia mai ricevuto da molto tempo", ha detto Trump ai giornalisti di Washington. 

Direttore servizio sanitario Usa: "Settimana più dura e triste. Sarà una Pearl Harbor"
Questa settimana sarà "la più dura e la più triste". Lo ha detto a Fox News il direttore del servizio sanitario pubblico Usa, Jerome Adams, riferendosi alla situazione nel Paese alle prese con l'epidemia di coronavirus. Sarà un "Pearl Harbor moment" o come l'11 settembre", ha avvertito. Ma, ha aggiunto, "voglio che gli americani capiscano che per quanto sia dura questa settimana, c'è una luce alla fine del tunnel". 

America Latina: 30mila contagiati e mille morti
Il numero di contagi da coronavirus in America Latina ha superato nelle ultime ore quota 30mila, mentre le vittime sono oltre 1.000. Secondo dati elaborati dall'Ansa, i contagiati in 34 nazioni e territori latinoamericani hanno raggiunto quota 30.388, fra cui vi sono 1.083 morti. Si tratta di una curva decisamente in ascesa, visto che il precedente rilevamento di appena quattro giorni fa indicava 20.269 contagiati da Covid-19 e 538 morti.

Quasi un terzo dei casi dei deceduti riguarda il Brasile (10.278 e 445). Da segnalare che a Brasilia è in corso un braccio di ferro sulle strategie di prevenzione e contrasto del virus tra il Presidente Jair Bolsonaro e il ministro della sanità, Luiz Henrique Mandetta. Al secondo posto per numero di contagiati si trova il Cile (4.161) che in proporzione presenta tuttavia un numero di deceduti abbastanza contenuto (27). Al terzo, l'Ecuador (3.465 casi e 172 decessi), dove la situazione non sembra totalmente sotto il controllo delle autorità sanitarie locali. E' questo il paese latinoamericano che ha più contagiati e vittime rispetto alla popolazione, con inoltre una emergenza chiara nella provincia di Guayas e nel suo capoluogo, Guayaquil, dove i media riferiscono storie di orrore per l'abbandono di cadaveri nelle strade.

Nel complesso sono 9 i Paesi che ad oggi sono abbondantemente sopra i 1.000 contagi. Ai tre principali menzionati seguono altri sei: Panama (1.801), Perù (1.746), Messico (1.688), Repubblica Dominicana (1.488), Argentina (1.451) e Colombia (1.406). Un successivo gruppo è invece composto da nove nazioni e territori che hanno più di 100 casi confermati di contagio: Costa Rica (435); Uruguay (400); Cuba (288), Honduras (268), Bolivia (157), Venezuela (155), Martinica (145), Paraguay (104) e Trinidad e Tobago (103).

Giappone, più di 130 casi in 24 ore a Tokyo
Tokyo, il più grande conglomerato urbano al mondo, sta registrando una preoccupante progressione nei casi accertati di contagio da COVID-19. Nelle ultime 24 ore per la seconda volta i casi rilevati sono andati in tripla cifra attestandosi in 130. Ieri erano stati registrati 118 casi. Il dato porta il bilancio della capitale nipponica oltre quota mille e questo sicuramente porrà ulteriore pressione sul primo ministro Shinzo Abe, che sembra riluttante nel proclamare lo stato d'emergenza sulla base della nuova normativa che egli stesso ha fatto approvare presso la Dieta proprio in vista dello sviluppo dell'epidemia. Intervenendo a una trasmissione televisiva, la governatrice di Tokyo Yuriko Koike ha detto di ritenere che "si sia entrati in nuove condizioni, in una nuova fase" nella quale "la massima priorità va data a salvare le vite umane, la seconda a prendersi cura dei malati gravi, la terza a evitare che il sistema sanitario collassi".

Iran, altri 2.483 casi e 151 morti nelle ultime 24 ore
In Iran il numero di contagiati da nuovo coronavirus è salito a 58.226, con nuovi 2.483 casi registrati nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il portavoce del ministero della Sanità, Kianoush Jahanpour, come riporta l'agenzia Irna. I nuovi decessi ieri sono stati 151 persone, cifra che porta a 3.603 il totale dei decessi nel Paese.

Australia, indagine su sbarco da nave crociera
In Australia è stata avviata un'indagine penale sull'autorizzazione concessa allo sbarco di passeggeri da una nave da crociera a Sydney, nonostante alcuni di essi presentassero sintomi influenzali. Si tratta della Ruby Princess, a bordo della quale oltre 600 persone si sono successivamente rivelate positive al coronavirus e 10 sono morte. Lo riferisce Bbc News online, secondo cui la nave è ora allargo della costa australiana con circa 200 membri dell'equipaggio malati a bordo. La polizia del Nuovo Galles del Sud ha reso noto di voler verificare se le leggi nazionali sulla biosicurezza siano state violate.   Finora l'Australia ha riportato 5.548 casi di coronavirus e 30 decessi.

Onu: alcuni Paesi africani vero il collasso
Le economie di alcune parti dell'Africa sono di fronte ad un "collasso completo" a meno che la diffusione della pandemia di Covid-19 non sia controllata. E' l'allarme lanciato da Ahunna Eziakonwa, direttrice regionale per il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo dell'Africa, secondo la quale fino al 50% della crescita di posti di lavoro prevista in Africa andrà persa in settori come il trasporto aereo, i servizi, le esportazioni, le miniere, l'agricoltura. "Assisteremo ad un completo collasso di economie e mezzi di sussistenza che saranno spazzati via in un modo che non abbiamo mai visto prima ", ha detto all'Associated Press.

In Marocco torneranno in libertà 5.600 detenuti
Il re del Marocco Mohammed VI ha graziato 5.654 detenuti, ordinandone la scarcerazione, per arginare la diffusione del coronavirus nelle carceri. I detenuti sono stati scelti in base ad una serie di requisiti, età, condizioni di salute, buona condotta e durata della pena. Nel Paese si registrano finora 960 casi di contagio e 66 morti.

In Cina graduale ritorno alla normalità
La diffusione della malattia si è ampiamente attenuata in Cina, dove sono stati segnalati i primi casi a dicembre. Il governo di Pechino ha detto domenica che circa 78.000 persone hanno visitato i cimiteri nella capitale cinese per  "cerimonie di pulizia", ​​in calo del 90% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Ai visitatori era richiesto di prenotare in anticipo per limitare i numeri e oltre 13.000 omaggi pagati online al defunto attraverso un portale che consente loro di accendere una candela, bruciare incenso e offrire vino e fiori, il tutto virtualmente.
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