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FOOD

La 17esima edizione dal 19 al 28 settembre

Cous Cous Fest al via a San Vito Lo Capo

Il festival internazionale dell'integrazione culturale ritorna in Sicilia, in provincia di Trapani. Dieci Paesi impegnati in una gara di cucina all'insegna del piatto della pace, il cous cous

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Trapani Sembrano piccoli granelli di riso, invece sono fatti di grano di semola e cefalo: questi i due ingredienti principali del cous cous (o cuscus), piatto tipico del nord Africa e della Sicilia occidentale. Pietanza che dà il nome al festival siciliano, da 17 anni fiore all'occhiello di San Vito Lo Capo. 

Dieci giorni di festa culinaria, con una gara gastronomica alla quale parteciperanno dieci Paesi: Costa d'Avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Stati Uniti e Tunisia presenteranno ricette a base di cous cous. Debuttano quest'anno alla rassegna anche Libano ed Eritrea. Il multiculturalismo è nel piatto: oltre trenta ricette, tra cui una variante senza glutine, da gustare nel villaggio gastronomico, aperto tutti i giorni da mezzogiorno a mezzanotte. Ci saranno dimostrazioni di chef stellati che presenteranno le loro proposte. Si potrà assaggiare il cous cous firmato (in padella o nel forno) da Filippo La Mantia, Claudio Sadler, Giancarlo Morelli, Stefano Cerveni e Gennaro Esposito. 

Nell'Italia mediterranea della pastasciutta, sarà invece la semola a unire i siciliani e i turisti dentro il villaggio espositivo, denominato "la casa del cous cous", proprio come "Le graine et le mulet", sul grande schermo, univa la famiglia attorno ad una tavola della periferia marsigliese. Il film del regista maghrebino Kechike vinse il premio della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2007. Il titolo italiano era, naturalmente, "Cous Cous", il cibo che, almeno nei prossimi dieci giorni a San Vito Lo Capo, metterà d'accordo, nel piatto, Israele e Palestina.
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