MONDO
Kiev lavora ad un piano per il rientro dei soldati dalla Crimea
Crisi in Ucraina. Obama: no all'intervento militare
Gli Usa condannano l'uso della forza da parte della Russia in Ucraina, ma il presidente degli Stati Uniti ha escluso l'intervento militare. Mosca minaccia di cambiare posizione nei colloqui sul nucleare con l'Iran, e si appella alla Crimea per la liberazione del capo della marina ucraina. Ban Ki-moon atteso giovedì nella capitale russa. Kiev esce dal Csi e chiede all'Onu che la Crimea venga "demilitarizzata"

Nel frattempo il ministro della difesa russo, Serghiei Shoigu, ha lanciato un appello ai "dirigenti della Repubblica di Crimea" perché rilascino il comandante della marina ucraina, Serghiei Gaiduk, arrestato nel corso della giornata.
Le accuse di Rasmussen
Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen non smorza i toni. Le azioni russe in Ucraina sono "la più grave minaccia alla sicurezza dell'Europa dalla fine della Guerra Fredda" dice Rasmussen, secondo cui la Russia andrà incontro all'isolamento internazionale. Rasmussen ha ricordato la crisi nei balcani negli anni '90 e quella tra Russia e Giorgia nel 2008, ma questa, ha detto, "è la minaccia più grave alla sicurezza e alla stabilità" del Vecchio Continente.
"E' un'aggressione militare"
Quello che sta avvenendo in Crimea "è un campanello d'allarme per la comunità euroatlantica, per la Nato e per tutti quelli che sono impegnati nella difesa di un'Europa libera e pacifica" ha aggiunto il segretario generale della Nato, ribadendo come in atto ci sia "un'aggressione militare" da parte della Russia.
La condanna della Casa Bianca
Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha espresso una ferma condanna nei confronti di Mosca: "Gli Stati Uniti condannano quello che sta facendo la Russia per prendere il controllo delle basi militari ucraine, azioni con cui si sta creando una situazione pericolosa". Da Vilnius il vicepresidente americano Joe Biden ha spiegato che Washington potrebbe inviare delle truppe nei Paesi baltici per rassicurare le ex repubbliche sovietiche, preoccupate dall'annessione della Crimea alla Russia. Ma Obama ha poi scongiurato l'ipotesi di un coinvolgimento militare con Mosca.
Kiev all'Onu: "Crimea sia demilitarizzata". C'è un piano per il ritiro
Il governo ucraino sta mettendo a punto i piani operativi per il ritiro delle truppe e dei civili fedeli a Kiev dalla Crimea: "Stiamo mettendo a punto un piano che ci consentirà non solo di ritirare i soldati, ma anche le loro famiglie dalla Crimea, in modo che possano essere rapidamente spostati sul territorio della madrepatria Ucraina". Lo ha reso noto il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Andrei Parubiy, preannunciando anche di aver chiesto al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon (che il 20 sarà a Mosca ed il 21 a Kiev) di demilitarizzare la penisola, facendo ritirare anche le truppe russe dopo quelle di Kiev.
Kiev lascia la Csi
A seguito dell'annessione della Crimea da parte della Russia, l'Ucraina ha anche deciso di lasciare la Comunità degli Stati indipendenti (Csi). La Csi è una confederazione, dominata dalla Russia, della quale fanno parte 11 delle ex repubbliche dell'Unione sovietica (Urss).
Van Rompuy cancella la visita in Russia
Cresce intanto la tensione tra la comunità internazionale e Mosca. L'incontro in programma tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, è stato annullato. Mosca ha reagito pesantemente affermando che l'Unione europea non ha voluto conoscere la verità sull'Ucraina. La risposta della comunità internazionale non si è fatta attendere, con gli Stati Uniti in testa. "La questione della Crimea è uno scontro di valori e un tentativo da parte di Putin di riscrivere i confini post Seconda guerra mondiale in Europa". ha detto la ex segretaria di Stato Usa, Hillary Clinton.
La reazione di Mosca
La Russia starebbe valutando la possibilità di cambiare posizione nei colloqui sul nucleare fra l'Iran e il 5+1 come riferisce il vice ministro degli Esteri, Sergei Ryabkov. Mosca non avrebbe voluto usare i colloqui con l'Iran per "alzare la posta in gioco" ma potrebbe doverlo fare in risposta alle azioni di Stati Uniti e Unione europea, ha detto Ryabkov. Si tratta della minaccia più grave da Mosca in risposta all'annuncio di sanzioni da parte di Usa e Ue per il ruolo della Russia nella crisi ucraina.