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MONDO

Il mandato degli osservatori "non si estende alla Penisola"

La Russia dice sì all'Osce ma non in Crimea

Mosca, dopo averla bloccata, ora si auspica che la missione abbia successo in Ucraina. Ma gli osservatori non potranno entrare in Crimea che è "parte della Russia"

Russi in Crimea (Ansa)
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La Russia ha espresso l'auspicio che la missione di osservatori Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) in Ucraina abbia successo, ma ha sottolineato che gli osservatori non potranno entrare in Crimea, la penisola che è entrata nell'orbita del Cremlino.

"I russi sperano che il lavoro obiettivo e imparziale degli osservatori internazionali aiuterà a superare" quella che viene definita "la crisi interna" all'Ucraina, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri russo. Poi la notazione: "Il mandato della missione riflette le nuove realtà politiche e giuridiche e non si estende alla Crimea e a Sebastopoli che sono diventati parte della Russia".

La Russia, che nei giorni scorsi per tre volte aveva bloccato l'invio di una missione di osservatori Osce in Ucraina, ha cambiato idea dopo che il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha convinto il capo del Cremlino, Vladimir Putin, a sostenere la missione. Adesso chiede che gli osservatori Osce contribuiscano a porre fine al "dilagante banditismo nazionalista" e alle "tendenze ultra-radicali" in Ucraina. Due settimane fa, più di 50 osservatori militari dell'Osce hanno tentato di entrare in Crimea, ma sono stati ripetutamente respinti ai valichi di frontiera.
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