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MONDO

Crisi ucraina

Crimea: le forze in campo e i rischi di un conflitto

Mosca spende per le sue forze armate oltre 30 volte quello che spende Kiev. Se tra Russia e Ucraina si arrivasse alla guerra, il vero limite delle forze di Kiev sarebbe rappresentato dalla tenuta di uno strumento militare che è composto anche da russi o filo-russi

(foto archivio)
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di Emilio Fuccillo Da una parte la Russia e dall’altra l’Ucraina, in mezzo la Crimea, penisola contesa tra Mosca e Kiev. Vladimir Putin ha avviato l’iter per l’annessione della penisola alla Russia mentre l’Ucraina, con l’appoggio dell’Occidente, cerca di mantenere il controllo sulla Crimea. Ma se si arrivasse ad uno scontro militare, ad una guerra, quali sono realmente le forze in campo? Di quanti e di che tipo di armamenti può disporre Mosca e di quanti Kiev? Analizzando le potenze militari dei due contendenti la sproporzione è evidente e probabilmente mai l’Ucraina potrebbe tener testa all’ingombrante vicino, anche in considerazione del fatto che almeno 25mila soldati russi sono stanziati stabilmente sul territorio della Crimea, insieme a buona parte della flotta del Mar Nero di Mosca, in virtù degli accordi bilaterali sanciti dopo il crollo dell’Unione Sovietica. In più, la Crimea, è in larga parte abitata da russi.

Una scaramuccia tra forze opposte, o un confronto tra pattuglie che sfidano, bandiere alla mano, davanti a una base militare - come avvenuto in questi giorni - pone il rischio di una escalation verso un conflitto dall'esito imprevedibile.
 
Partiamo allora dall’analisi delle spese militari dei due paesi negli ultimi anni. Secondo l'analisi di Jane's - il centro studi britanico specializzato in analisi e difesa - la Russia, nel 2013, ha speso 68.9 miliardi di dollari per le sue forze armate, l’Ucraina 1.9. Ma non è tutto, le spese militari di Mosca sono in costante crescita: 56 miliardi nel 2010, 57 nel 2011, 61 nel 2012, segnale evidente di un ammodernamento e di una crescita qualitativa e operativa di quella che era l’armata rossa. Kiev al contrario negli ultimi anni ha visto ridursi le sue spese militari, passate dai 2.1 miliardi del 2012 all’1.9 dell’anno passato. E questo anche perché l’Ucraina ha da poco abolito la leva obbligatoria che copriva circa il 40 per cento degli organici e il personale in servizio è in progressivo calo.
 
Ma veniamo agli armamenti veri e propri. Lungo i confini ucraini, Mosca schiera oggi circa 150mila militari con un migliaio di carri armati, il doppio di blindati, 200 cacciabombardieri e altrettanti elicotteri. Più di quanto possano mettere in campo le forze regolari ucraine che stanno attraversando una fase di transizione e ridimensionamento.
 
Mosca può mettere in campo poi in termini assoluti quasi 700 caccia da combattimento a fronte di neanche 200 in dotazione a Kiev. In più l’aviazione russa può contare su 550 caccia “da bombardamento” e 200 bombardieri veri e propri. L’aviazione ucraina dispone invece di 67 aeri in grado di colpire forze di terra e zero bombardieri. Stesso discorso poi per gli elicotteri d’assalto, 560 quelli russi, 60 quelli di Kiev.
 
Se nell’aria la forza russa è infinitamente superiore, non diversamente vanno le cose nel mare. La sola flotta russa del Mar Nero, non l’unica agli ordini di Mosca ma quella direttamente interessata allo scenario in esame, dispone di quasi 40 navi. L’Ucraina può schierare a difesa dei suoi porti non più di 15 mezzi. Scendendo nel dettaglio Mosca ha 8 fregate contro le 4 di Kiev, 8 mezzi anfibi a 3 e 2 incrociatori a 0.
 
Dei 130 mila militari disponibili per Kiev circa 78mila sono nell'esercito che schiera 2 brigate corazzate, 2 aeromobili, una paracadutisti, 8 meccanizzate e 4 di artiglieria. I mezzi comprendono 800 carri armati per lo più del tipo T-64 ammodernato realizzati in Ucraina ed esportati in diversi paesi del terzo mondo, 2 mila cingolati BMP1/2, 750 pezzi d'artiglieria campale.
 
Nonostante la disparità delle forze in campo, il vero limite delle forze di Kiev è rappresentato dalla tenuta di uno strumento militare che, come la popolazione del Paese, è composto anche da russi o filo-russi che potrebbero rifiutarsi di rispondere agli ordini del nuovo governo provvisorio ucraino come è già accaduto ad alcuni reparti di polizia e come, secondo fonti di Mosca, è accaduto ai reparti ucraini di stanza in Crimea dove le cosiddette forze di autodifesa (filo-russe) stanno bloccando i due accessi alla Penisola.
 
Lo sfaldamento degli apparti militari e di sicurezza (di cui fanno parte anche 100 mila poliziotti e guardie di frontiera) rappresenta il peggiore degli incubi e l'anticamera di una guerra civile che verrebbe alimentata dai depositi dell'esercito ucraino che contengono migliaia di vecchi mezzi sovietici (tank, blindati, artiglieria) e milioni di armi leggere in un Paese dove la "difesa di popolo" sovietica e la leva militare hanno insegnato a tutti come si imbraccia un fucile. 
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