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ITALIA

A Napoli fermato il boss Mariano Riccio parente di un capo di Scampia

Camorra e 'ndrangheta, 40 arresti tra la Calabria e Roma. Preso anche boss emergente di Scampia

A Roma 29 persone arrestate accusate a vario titolo, di associazione di stampo camorristico, truffa ed estorsione. Sequestrati 400 milioni. In Calabria arrestate 11 persone tra cui imprenditori nell'ambito di una inchiesta legata ad appalti. Il boss Mariano Riccio, 21 anni, è uno dei protagonisti della nuova faida di Scampia

Mario Riccio (Fonte: Ap)
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Criminalità organizzata, appalti, traffico di droga, estorsioni. Un connubio diventato ormai sempre più saldo nel nostro Paese. L'odore dei soldi che piace alle mafie e che ha portato le forze dell'ordine ad arrestare questa mattina, tra la Capitale e la Calabria, ben 40 persone.

Faida di Scampia, arrestato a Napoli il boss Mariano Riccio
A Napoli la squadra mobile della questura partenopea, insieme allo Sco e agli agenti del commissariato di Scampia, ha arrestato il boss latitante Mario Riccio, detto Mariano, 21 anni, il più giovane nella lista dei trecento latitanti più pericolosi d'Italia. Riccio,
genero del boss Cesare Pagano, è uno dei protagonisti della nuova faida di Scampia che vede contrapposti il gruppo della Vanella Grassi con un altro cartello della zona per il controllo delle piazze di spaccio. Su Riccio pesa una condanna a 16 anni per associazione a delinquere di tipo mafioso e droga: è ritenuto dagli inquirenti uno dei responsabili della seconda guerra di Scampia. Gli uomini della mobile e dello Sco della Polizia lo hanno bloccato in un'abitazione di Qualiano, a nord di Napoli, dove era con la compagna e il figlio minorenne. Al momento dell'arresto non ha opposto resistenza.

Camorra: 29 arresti a Roma
A Roma sono state arrestate 29 persone accusate, a vario titolo, di associazione di stampo camorristico, truffa ed estorsione aggravata finalizzata ad agevolare la famiglia 'Zazo' (o 'Zaza', dal nome del defunto promotore Michele Zaza). Secondo le indagini, l'organizzazione criminale avrebbe realizzato in varie regioni d'Italia una fitta rete d'investimenti grazie al traffico di stupefacenti e l'estorsione a Fuorigrotta, in Campania. Con i proventi derivanti da questa attività, il clan Zazo avrebbe quindi acquistato per un valore complessivo di 400 milioni di euro - subito sequestrati dalle forze dell'ordine - importanti immobili a Roma, Gorizia, Genova e Caserta, avviato attività nei più svariati settori: da quello immobiliare a quello edilizio, alberghiero, della ristorazione, del commercio di automobili, della gestione patrimoniale e finanziaria, del gioco e delle scommesse, della gestione di scuderie di cavalli da corsa. Le misure di custodia cautelare, delle quali 21 in carcere ed 8 ai domiciliari, sono state eseguite dal Centro operativo della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Roma e della Squadra mobile della Questura della Capitale in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli.

'ndrangheta, 11 arresti in Calabria
Arresti anche in Calabria. I carabinieri di Reggio e Locri hanno fermato 11 persone, tra cui imprenditori coinvolti in un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sull'aggiudicazione e l'esecuzione di appalti pubblici sospetti. Gli arrestati - accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, frode nelle forniture pubbliche - sono ritenuti appartenenti o vicini alle cosche di San Luca Nirta 'scalzone' e Romeo 'staccu'. Un'altra persona è ricercata. L'operazione rappresenta uno sviluppo dell'inchiesta 'Inganno' che nel dicembre scorso ha portato all'arresto di due boss della cosca, dell'ex sindaco e di un ex assessore di San Luca.  L'operazione trae origine da un'indagine avviata nel 2005 dai carabinieri di San Luca, in cui sono poi confluite le risultanze di altre operazioni condotte dell'Arma quali 'Crimine', 'Reale', 'Saggezza', 'Metano a San Luca'. Inchieste che, secondo gli investigatori, hanno consentito di documentare l'operatività delle cosche di San Luca nel condizionamento dell'aggiudicazione e dell'esecuzione degli appalti pubblici banditi. Il Comune di San Luca è stato sciolto per infiltrazione mafiosa nel maggio 2013 e l'ultimo sindaco in carica, Sebastiano Giorgi, è stato arrestato dai carabinieri nel dicembre scorso per associazione mafiosa nell'operazione 'Inganno'. 



 
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