MONDO
10 mesi di guerra
Crisi Ucraina: Merkel e Hollande da Putin, spiragli per un accordo
"Colloqui costruttivi e concreti", il commento del portavoce del Cremlino. I leader domani si risentiranno al telefono anche con il presidente ucraino Petro Poroshenko. Spiragli di tregua, verso un documento per attuare gli accordi di Minsk. Rimane però alta la tensione, Biden a Putin: "Non permetteremo che ridisegni la mappa dell'Europa"

"Un colloquio costruttivo"
Colloqui "concreti e costruttivi" questo il commento del Cremlino dopo un incontro a porte chiuse. Il fatto che la cancelliera tedesca Angela Merkel avesse deciso di volare a Mosca per la prima volta dall'inizio del conflitto era stato già interpretato da analisti e fonti russe come un ''segno positivo''. Prima di partire per Mosca, tuttavia, Merkel e il presidente francese François Hollande avevano manifestato prudenza e scetticismo sulla possibilità di convincere il leader russo ad accettare un piano di cui non si conoscono ancora i dettagli ma che - secondo indiscrezioni di stampa - dovrebbe essere una rivisitazione degli accordi di Minsk, ripetutamente violati da ambo le parti: immediato cessate il fuoco, arretramento delle armi pesanti, scambio di prigionieri, larga autonomia, ritiro di tutte le formazione illegittime armate e dei mezzi militari, controllo dei confini.
Biden contro Putin: "Non puù cambiare mappa dell'Europa"
Rimane tuttavia alta la tensione con Mosca. Il vicepresidente Usa, Joe Biden, durante la sua visita a Bruxelles, ha attaccato il leader russo accusandolo di volere ''l'escalation militare con l'invio di mercenari e carri armati''. ''Putin - ha proseguito - chiede nuovi piani di pace mentre le sue truppe marciano nelle campagne ucraine: ignora ogni accordo che ha firmato in passato. Non gli permetteremo di ridisegnare la mappa d'Europa. Noi e l'Ue dobbiamo stare fermamente uniti a sostegno dell'Ucraina che sta lottando per la sopravvivenza''. Sul tema, alla vigilia dell'incontro è intervenuto anche Hollande che ha assicurato il rispetto dell'integrità territoriale ucraina, parlando di un piano ''accettabile per tutti'' e ammonendo che ''i negoziati diplomatici non possono proseguire all'infinito''.
Cordone umanitario
Intanto, un segnale di speranza arriva anche dal corridoio umanitario concordato tra Kiev e i ribelli per evacuare i civili sullo sfondo di una tregua prorogata sino a oggi, anche se pare interrotta a momenti da spari e bombardamenti. Un migliaio di civili sono stati evacuati con oltre 20 bus da Debaltsevo, Avdiivka e Svitlodar. Chi ha deciso di lasciare la propria casa è stato trasferito più a nord di Donetsk, in località controllate da Kiev, come Sloviansk, Sviatogorsk, Kramatorsk e Grodovka, ma anche nella vicina regione di Kharviv. A Debaltsevo, strategico nodo ferroviario tra Donetsk e Lugansk, c'erano 25 mila abitanti ma la maggior parte era già fuggita. Solo circa 7000 erano rimasti.