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ITALIA

Dopo il crollo del Morandi

Renzo Piano dona una "idea" per il nuovo ponte a Genova: "Fare presto, ma non in fretta"

Plastico trasportato stamattina in Regione Liguria. Di Maio intanto attacca: "Fuori i prenditori dello Stato". E Toninelli conferma: "Autostrade i soldi li mette, ma lo ricostruiamo noi il ponte"

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L'archistar Renzo Piano ha donato alla città di Genova una "idea di ponte" che si è concretizzata nel plastico fatto trasportare stamani in Regione Liguria. Quando è crollato il viadotto Morandi "ero a Ginevra - ha detto Piano - e da allora non penso a altro". "Quello del ponte è un tema che tocca tutti e tutte le corde- ha aggiunto al termine dell'incontro con il governatore Giovanni Toti -, da quella tecnologica a quella poetica". 

"Non credo ai tempi record per la ricostruzione- ha concluso-, credo nei tempi giusti, bisogna fare presto ma non in fretta".

"Renzo Piano si è offerto volontariamente, da genovese competente nel campo, di regalare alla città un progetto per il rifacimento del ponte Morandi. Noi abbiamo accettato volentieri l'aiuto, qualche idea ce l'ha già proposta" è stato il commento del governatore Giovanni Toti.

Continuano intanto le polemiche. Di Maio: "Fuori i prenditori dallo Stato"
Così scrive il vice premier sul Blog delle Stelle, nel quale torna a parlare degli intrecci tra i concessionari dello Stato e la ''mala politica dei vecchi partiti". "Chi stava al governo li ha sempre protetti", scrive ancora Di Maio citando una frase dell'ex segretario del Pd Matteo Renzi. "I privilegi dei prenditori vengono pubblicati e saranno eliminati", afferma chiedendo per trasparenza ''ai Benetton di pubblicare i nomi di tutti i politici e tutti i giornali finanziati nel corso di questi anni". "Chi stava al governo li ha sempre protetti, addirittura fino all'anno scorso con il governo di Renzi" afferma ancora Di Maio, riportando anche quanto dichiarato da Renzi "solo dieci giorni fa: "Nel 2017, seguendo le regole europee, dopo un confronto col commissario UE Vestager (altro che leggina approvata di notte, è una procedura europea!), si è deciso di allungare la concessione di quattro anni, dal 2038 al 2042, in cambio di una fondamentale opera pubblica". "Bravo!", commenta

Toninelli: "Autostrade i soldi li mette, ma lo ricostruiamo noi il ponte"
Ospite questa mattina a Radio Anch'io, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli è tornanto a parlare della ricostruzione del ponte. "Che Autostrade debba ricostruire il ponte è scontato in termini risarcitori - ha detto - Sugli immani danni morali e civili è normale che debba mettere i soldi, ma è altrettanto normale che non possa ricostruire. Sarebbe irrispettoso nei confronti delle famiglie e dei cittadini".

"Bisogna smettere di inseguire le emergenze e bisogna ricominciare a programmare gli interventi per evitare che eventi di questo genere vengano a determinarsi" ha detto ieri in audizione alle commissioni riunite VIII di Camera e Senato. Per Toninelli "la prima vera grande opera di cui ha bisogno questo Paese è un imponente e organico piano di manutenzione ordinaria e straordinaria".

I Cda di Autostrade e Atlantia si riuniscono il 31 agosto
Lo si apprende da fonti vicine al dossier. All'ordine del giorno l'approvazione della risposta di Autostrade richiesta dal Ministero delle infrastrutture e trasporti nella lettera con cui ha avviato la procedura per la decadenza della concessione. Il Ministero aveva dato 15 giorni per fornire una dettagliata relazione per dimostrare se e come ha agito sulla manutenzione del ponte Morandi.

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