SCIENZA
Dati Ispra su emissioni
Da energia, trasporti e casalinghi il 70% delle emissioni in atmosfera
Secondo l'ente pubblico, nel 2016 i climalteranti sono calati dell’1,2% rispetto all’anno precedente e del 17,5% sull’anno di riferimento, che è il 1990

Il principale contributo alla diminuzione delle emissioni di gas serra negli ultimi anni è da attribuire alla crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili (idroelettrico ed eolico) e all’incremento dell’efficienza energetica nei settori industriali. I settori della produzione di energia e dei trasporti sono responsabili di circa la metà delle emissioni, quest’ultimo ad esempio ha un “peso” pari al 24,5% del totale, con un incremento del 2,4% rispetto al 1990, causato dalla maggiore mobilità di merci e passeggeri. Per il trasporto su strada, le percorrenze complessive (veicoli-km) per le merci sono aumentate del 16%, e per il trasporto passeggeri del 19%. Le industrie energetiche arrivano addirittura al 26,1% del totale, ma rispetto all’anno di riferimento sono calate nel 2016 del 23,9%, nonostante sia aumentata la produzione di energia totale in Italia. I gas prodotti da tutto il settore residenziale sono invece pari al 19,3%, in aumento del 4,5% rispetto al 1990.

Altri settori che incidono parecchio sono l’agricoltura, i processi industriali, la manifattura e i rifiuti. Entro il 2020 l’Italia deve ridurre le emissioni da tali settori del 13% rispetto al 2005. Tale obiettivo sarà molto probabilmente raggiunto, secondo l'Ispra. Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 sono definiti, a livello europeo, dal pacchetto “Unione dell’energia” che prevede una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Per raggiungerli, l’Italia dovrà ridurre, rispetto al 2016, le emissioni di gas serra in questi settori di una quantità pari a circa 50 milioni di tonnellate di CO2 equivalente annui, che equivale alla metà delle sue attuali emissioni dal trasporto stradale.