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SCIENZA

Fortunato chi l'ha vista

Astronomia, dall'Alto Adige al Piemonte: ecco la traiettoria della meteora del 24 ottobre

Grazie a decine di segnalazioni, ricostruita la traiettoria dello spettacolare bolide avvistato in tutto il Centro-Nord Italia. L'astronomo Albino Carbognani a Rainews.it: "Ha percorso circa 400 chilometri, terminando la sua corsa al confine fra Piemonte e Liguria. Potrebbe essere il frammento di cometa"

La traiettoria del bolide del 24 ottobre (elaborazione di Albino Carbognani e PRISMA)
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di Andrea BettiniRoma Con la sua scia nel cielo, il 24 ottobre poco dopo il tramonto ha lasciato a bocca aperta migliaia di persone da Genova a Trieste, da Aosta a Perugia. Ora, grazie alle segnalazioni inviate da decine di cittadini alla rete per la sorveglianza delle meteore PRISMA dell'INAF, abbiamo una stima accurata della traiettoria della meteora che quella sera è entrata nell'atmosfera in corrispondenza dell'Italia. E possiamo anche fare ipotesi sulla sua origine. 

Volo di 400 chilometri sul Nord Italia
"Anche se le camere PRISMA non hanno registrato niente perché il cielo era ancora troppo chiaro, ci sono arrivate più di 60 segnalazioni del bolide, abbastanza per permettermi di identificare con una certa precisione il suo percorso - spiega l'astronomo Albino Carbognani, ricercatore dell'Osservatorio astronomico regionale della Valle d'Aosta e membro dell'advisory committee del progetto PRISMA - Ha percorso una traiettoria di circa 400 chilometri, da nord-est verso sud-ovest, con una inclinazione rispetto al suolo compresa fra 10° e 20°. La bassa inclinazione ha favorito la visibilità del fenomeno e spiega il numero elevato di testimonianze. La zona finale osservata della scia del bolide cade al confine fra Piemonte e Liguria. Non è possibile essere più precisi perché le osservazioni visuali sono per loro natura troppo imprecise e con il cielo ancora chiaro mancavano le stelle da usare come riferimenti".

Forse un frammento di cometa
La direzione da cui proveniva la meteora può dare anche indicazioni sulla sua natura. "Il punto in cielo da cui proveniva il bolide è molto simile a quello del radiante dello sciame di meteore delle Tauridi Nord associato alla cometa di Encke - continua Albino Carbognani - Se, come sembrano suggerire le osservazioni visuali, era un meteoroide cometario, cioè un frammento di cometa, probabilmente era fragile ed è difficile che sia sopravvissuto alla caduta in atmosfera. Quanto alla velocità, se era un bolide delle Tauridi Nord allora la velocità era di circa 30 chilometri al secondo, valore compatibile con le approssimate stime visuali".

Fenomeno non frequente
Chi ha visto il bolide si può ritenere fortunato: avvistarne uno simile non è facile. "In tutto il pianeta ne cade uno di queste dimensioni circa una volta alla settimana - dice Albino Carbognani - ma se ci limitiamo all'Italia, meteore di questo tipo cadono tre, quattro, al massimo cinque volte all'anno".
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