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Il premier Draghi in Parlamento: "La ripresa c'è, la fiducia sta tornando"
Il discorso del presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo. "Autunno banco di prova per il governo su economia e sanità", dice. Poi la questione migranti: "Problema serio, anche flussi legali vanno gestiti"

"Il mio intervento intende rendervi partecipi degli argomenti in discussione nel Consiglio Europeo di questa settimana. Si tratta di un passaggio importante e per cui vi ringrazio. L'interlocuzione con il Parlamento è infatti essenziale per meglio definire la posizione del nostro Paese su temi di grande rilevanza per la vita dei nostri cittadini e delle nostre istituzioni" dice il presidente del Consiglio Mario Draghi alla Camera per comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo. Nel pomeriggio al Senato.
Il nostro obiettivo è superare in maniera duratura e sostenibile i tassi di crescita anemici che l'Italia registrava prima "della pandemia" dice Draghi. "Durante la pandemia - ha detto Draghi -abbiamo impiegato risorse ingenti per proteggere la capacità produttiva della nostra economia.Ora dobbiamo assicurarci che la domanda aggregata sia in grado di soddisfare questi livelli di offerta". La situazione economica europea e italiana è in forte miglioramento. Secondo le proiezioni della Commissione europea, nel 2021 e nel 2022 l'Italia crescerà rispettivamente del 4,2% e del 4,4%, come il resto dell'Ue. Molti degli indicatori che abbiamo a disposizione ci indicano che la ripresa probabilmente sarà ancora più sostenuta. La fiducia, insomma, sta tornando", aggiunge.
Per favorire la crescita " è fondamentale mantenere a livello europeo una politica di bilancio espansiva nei prossimi mesi" afferma il premier. "In questo quadro economico positivo, permangono alcuni rischi. Il primo è proprio la situazione epidemiologica. Sebbene in forte miglioramento, questa deve essere monitorata con attenzione. In particolare, dobbiamo tenere sotto controllo l'emergere e il diffondersi di nuove e pericolose varianti, che possono rallentare il programma di riaperture e frenare consumi e investimenti" dice il premier. "Il secondo potenziale pericolo è l'inflazione, che nell'area euro ha raggiunto il 2% a maggio dopo l'1,6% ad aprile. C'è largo consenso che, a oggi, questo aumento sia temporaneo perché legato a un recupero della domanda, a strozzature dell'offerta e a effetti contabili".
"L'ultimo rischio riguarda la coesione sociale e la sostenibilità ambientale. Le fasi di ripresa dalle crisi recenti hanno spesso favorito solo alcune fasce della popolazione, penalizzando i meno abbienti, i più giovani e le donne. Non abbiamo prestato la dovuta attenzione alla crisi climatica, che colpisce soprattutto le aree più fragili del nostro Paese. Questa volta dobbiamo agire diversamente. Ad esempio, dobbiamo mettere in campo politiche attive del lavoro efficaci, per aiutare chi ha bisogno di formazione per trovare un nuovo impiego".
"L'approvazione del Piano di ripresa e resilienza italiano da parte della Commissione, confermata dalla presidente von der Leyen durante la sua visita di ieri a Roma, conferma il grande lavoro svolto dal nostro Paese. Abbiamo messo insieme un piano ambizioso di riforme e investimenti e lo abbiamo fatto con la collaborazione degli enti territoriali, delle parti sociali e del Parlamento che ci tengo a ringraziare.Il vostro ruolo come Parlamento sarà fondamentale durante tutta l'attuazione del Piano". "Gli occhi dell'Europa sono sull'Italia. Il nostro è infatti il programma più sostanzioso,per un importo pari a 191,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono i 30 miliardi del fondo complementare. Il successo del programma Next Generation Eu dipende in larga parte da noi".
"Per quanto riguarda la pandemia, rispetto alle mie Comunicazioni alle Camere del 24 marzo, il quadro epidemiologico in Italia e in generale in Europa è molto migliorato. La scorsa settimana in tutta l'UE abbiamo registrato circa 90 mila casi e ci sono stati 2.600 decessi dovuti al Covid-19. Due mesi fa, i casi erano circa un milione a settimana e i decessi settimanali erano sei volte quelli attuali. Questo miglioramento è merito della campagna vaccinale che procede in modo spedito".
"Ad oggi, nell'Unione Europea più di metà della popolazione adulta ha ricevuto almeno una dose di vaccino. In Italia la quota è quasi del 60% e circa il 30% della popolazione adulta ha completato l'intero ciclo di vaccinazione. I rischi legati alle varianti, e in particolare alla cosiddetta "variante Delta", ci impongono di procedere nella campagna vaccinale con la massima intensità. Dobbiamo inoltre continuare a concentrarci sui soggetti più fragili, come i più anziani, che sono maggiormente a rischio di morte o di ospedalizzazione".
"Poco fa il ministro Speranza mi ha comunicato che più di 5 milioni di persone hanno già scaricato il certificato di vaccinazione" dice poi il presidente del Consiglio in Senato. "Dal primo luglio, la certificazione sarà valida anche come certificato verde europeo, per poter viaggiare da e per i paesi dell'UE e dell'area Schengen"
"Un altro tema che ci riguarda da vicino è quello della gestione dei flussi migratori, che torna ad essere in agenda al Consiglio Europeo su precisa richiesta dell'Italia. Come ho dichiarato in passato, il Governo vuole gestire l'immigrazione in modo equilibrato, efficace e umano. Ma questa gestione non può essere soltanto italiana. Deve essere davvero europea. Occorre un impegno comune che serva a contenerei flussi di immigrazione illegali; a organizzare l'immigrazione legale; e aiutare questi paesi a stabilizzarsi e a ritrovare la pace". E aggiunge: "Al momento, però, una solidarietà obbligatoria verso i Paesi di primo arrivo attraverso la presa in carico dei salvati in mare rimane divisiva per i 27 Stati Membri. Serve un'alternativa di lungo periodo, per fare in modo che nessun Paese sia lasciato solo. Vogliamo che il Consiglio promuova un'azione più incisiva sui rimpatri, anche attraverso lo strumento dei rimpatri volontari assistiti, e che favorisca un impegno comune a sostegno dei corridoi umanitari: attualmente siamo protagonisti per i corridoi, ci sono pochissimi altri Paesi che li fanno e li fanno così bene".
"Sta emergendo un terreno comune fra gli Stati europei su diversi aspetti fondamentali. Tra i 27 Stati membri ci sono punti di convergenza, innanzitutto sul riconoscimento delle rotte migratorie come parte integrante dell'azione esterna dell'Unione europea. Intendiamo intensificare in tempi rapidi partenariati e forme di collaborazione con i Paesi di origine e di transito, in particolare con i Paesi africani. Lo scopo è evitare perdite di vite umane, ma anche contrastare le partenze illegali, nonché ridurre la pressione sui confini europei. Ho discusso anche di questo durante gli incontri, avvenuti nelle ultime settimane, con il primo ministro libico Dabaiba e il presidente della Repubblica tunisina Saied, dai quali ho ricevuto riscontri positivi".
"L'autunno sarà il banco di prova per il governo, per tutti noi. La fiducia sta crescendo, occorre continuare a far sì che cresca. Questo dipende dalle politiche economiche appropriate e tenersi prontissimi nell'affrontare eventuali emergenze sanitarie. Il contrasto alle varianti deve essere rapido ed efficiente" ha detto il premier in aula alla Camera, replicando al dibattito sulle sue comunicazioni.
E sull'immigrazione ribatte: "Ora rimarrà al centro del dibattito europeo. Credo che il problema diventerà sempre più serio", ha detto parlando in particolare dell'aumento previsto dall'Afghanistan. Draghi ha quindi parlato della "dimensione esterna dell'Ue" che "non vuole dire solo contenimento ma impegno economico, assistenza tecnica e sanitaria in questi paesi"
"Dormire sui problemi non li fa sparire: ora bisogna che l'accoglienza non sia limitata al contenimento, perché esistono i flussi illegali e i flussi legali. I flussi legali non basta importarli legalmente, bisogna integrarli. Se non li integriamo nella società italiana facciamo un danno a noi stessi in primis. Perché questo vuol dire la produzione di esseri potenzialmente ostili, produciamo dei nemici".
"Il G7, il vertice Nato, vari incontri bilaterali" dimostrano "che l'atmosfera generale è cambiata. Le economie vanno bene, in alcuni casi benissimo,l'epidemia sembra essersi attenuata. E il passaggio da Trump a Biden è il terzo motivo di sollievo. L'opera di ricostruzione è basata sul negoziato, sul multilateralismo, se volete sul compromesso. Questa è l'atmosfera generale" ha detto Draghi nella replica al Senato.
La mozione di maggioranza approvata da Camera e Senato: navi portino migranti in propri porti
"Risulta fondamentale, nelle more di una riforma organica delle politiche di contenimento dell'immigrazione e del superamento di Dublino, assicurarsi che gli Stati di bandiera delle navi europee che effettuano operazioni di salvataggio in mare, collaborino all'individuazione di un porto di sbarco e si assumano la responsabilità dell'accoglienza delle persone soccorse, nel rispetto delle convenzioni internazionali sul diritto del mare". E' uno dei passaggi della mozione di maggioranza approvata dalla Camera e poi presentata e approvata in Senato sulle Comunicazioni del premier.