POLITICA
L'ex senatore nella clinica Al-Hayat di Beirut
Dell'Utri: "Vorrei i servizi sociali come Berlusconi"
"Io sono un prigioniero politico perché quella di venerdì è stata una 'sentenza politica', una sentenza già scritta di un processo che mi ha perseguitato per 20 anni". Il ministro Orlando: fiducioso sull'estradizione

"Faremo ricorso alla Corte europea"
L'avvocato Giuseppe Di Peri, difensore dell'ex senatore promette: "Ora faremo ricorso alla Corte europea di Strasburgo affinché venga valutato se questo processo ha camminato sui binari giusti". Dell'Utri intanto è nella clinica Al-Hayat di Beirut, dove - raggiunto da un cronista di La Repubblica - racconta: "Sono venuto qui senza nascondermi. [...] Io sono partito con il mio nome e cognome, non ho usato altri mezzi.
"Sono un prigioniero politico"
"Io sono un prigioniero politico perché quella di venerdì è stata una 'sentenza politica', una sentenza già scritta di un processo che mi ha perseguitato per oltre 20 anni soltanto perché ho fatto assumere Vittorio Mangano (criminale pluriomicida legato a Cosa Nostra, ndr) come stalliere nella villa di Arcore del Presidente Silvio Berlusconi. Una persona per me davvero speciale anche se aveva dei precedenti penali: per me Mangano era un amico e basta".
"Vorrei essere affidato ai servizi sociali"
L'ex senatore potrebbe essere estradato in Italia in tempi brevi, ma Dell'Utri non sembra spaventato: "Meglio il carcere che una tinta malattia" (meglio la galera che una brutta malattia, ndr). "E - continua - se sarò estradato in Italia vorrei fare quello che fa il presidente Berlusconi, essere affidato ai servizi sociali. Ma io sono condannato per mafia [...] posso solo assistere, se me lo permetteranno, i carcerati".
Orlando: fiducioso sull'estradizione
Il ministro della Giustizia Orlando, a margine di un incontro al Salone del Libro di Torino si è detto "assolutamente fiducioso". su un'eventuale estradizione di Marcello Dell'Utri dal Libano. "Mi attengo a ciò che è scritto nei Trattati - ha detto - e parto dall'attivita' svolta dalla procura generale di Palermo e dal ministero della Giustizia. Credo ci siano tutte le condizioni per cui
le azioni che abbiamo messo in campo possano andare a buon fine". "Come ministero - ha aggiunto - abbiamo fatto tutto cioe' che era previsto dai Trattati, abbiamo fatto il possibile e anche di piu' con particolare scrupolo. Abbiamo avviato nei tempi più rapidi tutte le procedure previste. Ci auguriamo altrettanta tempestività da parte delle autorità libanesi". "Ci troviamo - ha detto - di fronte a un Paese instabile - ha aggiunto - ma con una cultura giuridica consolidata di derivazione europea. Credo quindi ci siano tutte le condizioni affinché le nostre azioni vadano a buon fine".