MONDO
Ex ambasciatore nel Paese asiatico
Diplomatico Usa accusa Trump: vuole deportare i profughi del Vietnam
Ted Osius si è dimesso dall’incarico di ambasciatore l’anno scorso, in opposizione al piano del Presidente di rimandare ad Hanoi 8mila rifugiati giunti negli Usa dopo la sconfitta del 1975

"La maggioranza di coloro che erano destinati alla deportazione - a volte per piccole infrazioni commesse negli Usa - erano rifugiati di guerra che si erano schierati con gli Stati Uniti, la cui lealtà era per la bandiera di una nazione che non esiste più", ha scritto Osius in un saggio pubblicato questo mese dal Foreign Service Journal. Avrebbero dovuto tornare, invece, dopo decenni “in una nazione governata da un regime comunista con cui non si erano mai riconciliati. Temevo che molti sarebbero diventati casi di violazione dei diritti umani e il nostro governo ne sarebbe stato colpevole".
Secondo il quotidiano britannico, Osius ha aggiunto che le deportazioni potrebbero minare gli altri obiettivi che l'amministrazione Trump si prefigge nelle relazioni con il Vietnam, che includono la risposta alla minaccia rappresentata dalla Corea del Nord. "Ho espresso le mie obiezioni, ho ricevuto l'ordine di rimanere in silenzio e ho deciso che c'era una linea etica che non avrei potuto attraversare se avessi voluto mantenere la mia integrità", ha scritto l’ex ambasciatore. In risposta, un portavoce del Dipartimento di Stato ha affermato che tra le principali priorità del governo degli Stati Uniti c’è la deportazione delle persone che sono state sanzionate in tribunale e hanno quindi perso i loro diritti di rifugiato. Circa 2 milioni di persone sono fuggite dal Vietnam dopo la guerra, nel 2008 i governi degli Usa e del Paese asiatico hanno convenuto che gli immigrati vietnamiti arrivati in America prima del 1995 non sarebbero stati soggetti a deportazione.