MONDO
Il fondatore di Emergency su Facebook
Ebola, Gino Strada: "Epidemia vinta in Africa occidentale"
L'Organizzazione mondiale della Sanità predica purdenza. Fmi e Banca mondiale pronti a sostenere economicamente Guinea, Liberia e Sierra Leone

Questa volta ci siamo, l’epidemia è sotto controllo. Ci sarà “una coda”, pochi casi sporadici nel Paese, ma questa...
Posted by Gino Strada on Giovedì 16 aprile 2015
Strada, sempre dal suo profilo Facebook, ringrazia quindi tutti i collaboratori impegnati per mesi nella lotta al virus Ebola in Africa occidentale: ''Grazie a tutto il nostro staff, alle centinaia di persone che si sono impegnate con passione e professionalità. Grazie a tutti voi - conclude - che ci avete incoraggiato e sostenuto in questa esperienza durissima e rischiosa, da soli non ce l'avremmo fatta''.
Le parole del fondatore di Emergency sono state commentate dal portavoce dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Prudenza è la parola d'ordine di Gregory Hartl. Il numero di casi di Ebola ''continua a diminuire e le zone di trasmissione si stanno riducendo'', ma ''l'epidemia non è ancora finita e richiede continuo impegno e fondi per arrivare a 'zero casi'''. Dunque, avverte il portavoce Oms, ''i governi, lo staff Oms, i partner e gli operatori sanitari locali devono continuare il proprio lavoro nelle comunità al fine di fermare le trasmissioni, tracciare tutti i contatti delle persone infettate e curare i malati''. Da quando l'epidemia è cominciata, sottolinea Hartl, ''ha colpito 55 distretti in Guinea, Liberia e Sierra Leone. Oggi, per 39 di tali distretti sono trascorse sei settimane senza alcun caso di Ebola''. In particolare, ''la Liberia continua a non registrare casi, la Sierra Leone ha registrato solo 9 casi, ma il 'conto' della Guinea è salito a 28 casi nella scorsa settimana''. La maggior parte dei casi di Ebola, ha inoltre precisato Hartl, ''si sta verificando a Forecariah, Guinea,
lungo il confine con la Sierra Leone, dove casi sono stati riportati in Kambia, Port Loko e l'area urbana introno a Freetown''.
Per quanto riguarda gli aiuti finanziari il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) si è detto pronto "a offrire ulteriore assistenza finanziaria dove ne esista la necessità''. Parole pronunciate dal direttore operativo del Fmi Christine Lagarde, sottolineando che i tre Paesi si trovano a far fronte oltre che all'epidemia anche a un secondo shock, quello del calo dei prezzi del petrolio, che spinge gli investitori a far slittare gli investimenti. ''Questo mette in evidenza l'importanza di sostenere la ripresa post-Ebola offrendo ulteriori finanziamenti. Significativi investimenti nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture fisiche sarà necessario''. Inoltre la Banca Mondiale offrirà ulteriori 650 milioni di dollari nei prossimi 12-18 mesi per aiutare Guinea, Liberia e Sierra Leone a recuperare dopo la crisi dell'ebola. I nuovi finanziamenti portano i fondi stanziati dalla Banca Mondiale per la risposta a l'ebola a 1,62 miliardi di dollari. L'istituto di Washington stima che le perdite di pil dei tre Paesi nel 2015 saranno 2,2 miliardi di dollari, di cui 240 milioni di dollari per la Liberia, 535 milioni di dollari per la Guinea e 1,4 miliardi di dollari per Sierra Leone.