MONDO
La risposta alla febbre emorragica
Ebola confermata in Repubblica Democratica del Congo: Onu sblocca 1,5 milioni per le cure
Il governo di Kinshasa ha stimato in circa 4,5 milioni di dollari i bisogni finanziari per la lotta contro l'epidemia. Le Nazioni Unite hanno sbloccato un milione e mezzo di dollari di aiuti e l'Unicef ha messo a disposzionoe 200mila dollari. Medici Senza Frontiere ha inviato medici, infermieri, esperti di logistica e di igiene nell’epicentro dell’epidemia.

I fondi necessari
Il governo di Kinshasa ha stimato in circa 4,5 milioni di dollari (di cui due milioni necessari immediatamente) i bisogni finanziari per la lotta contro l'epidemia, che ha causato al momento 13 morti.
Il contributo di Medici Senza Frontiere
Intanto Medici Senza Frontiere ha avviato una risposta all’epidemia di Ebola inviando medici, infermieri, esperti di logistica e di igiene nell’epicentro dell’epidemia.
“Abbiamo ricevuto la conferma che quattro dei campioni di sangue prelevati dalle nostre équipe settimana scorsa sono risultati positivi al virus dell’Ebola” dichiara Jeroen Beijnberger, coordinatore medico di MSF nella Repubblica Democratica del Congo. “Stiamo agendo rapidamente per isolare i pazienti sospetti e confermati e tracciare i loro contatti.” MSF sta anche realizzando, in collaborazione con il Ministero della Salute del Congo, un centro per il trattamento dell’Ebola a Lokolia, l’area più colpita dall’epidemia nel distretto sanitario di Boende.
Le urgenze e le priorità
Nella prima fase della risposta a una nuova epidemia di febbre emorragica, la priorità assoluta è la protezione dei pazienti e degli operatori sanitari. Serve anche un solido coordinamento per garantire che, dai più alti livelli governativi ai capi delle comunità e dei villaggi, si trasferiscano informazioni accurate ed efficaci alla popolazione, vengano organizzate sepolture con adeguate misure di controllo dell’infezione e che il tracciamento dei contatti e il monitoraggio epidemiologico siano portati avanti in modo rapido ed efficiente per evitare la diffusione della malattia.