MONDO
Presentatrice tv: non volevo offendere il giovane italiano
La Procura del Cairo: l'arresto dell'attivista Abdallah non è legato al caso Regeni
Secondo fonti della sicurezza l'amministratore della Commissione Egiziana per i diritti e le libertà è accusato di istigazione a manifestare per destabilizzare l'ordine pubblico, diffondere false notizie per nuocere all'interesse pubblico, istigazione all'uso della forza per fare cadere il regime e cambiare la Costituzione, ma anche di adesione ad un gruppo terrorista e di promozione del terrorismo

Doaa Mostafa, un avvocato della stessa Commissione di Abdallah ha aggiunto che la procura ha deciso la custodia cautelare per dieci imputazioni tra le quali l'uso della forza allo scopo di rovesciare il regime, pubblicazione di notizie tali da turbare l'ordine pubblico e violazione del pubblico interesse.
Le autorità egiziane hanno confermato quattro giorni di custodia cautelare nei confronti di Ahmed Abdallah, presidente del consiglio d'amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf), ong che sta offrendo attività di consulenza ai legali della famiglia di Giulio Regeni. Lo hanno riferito fonti della procura generale egiziana al quotidiano indipendente locale "Al Masry al Youm".
Il consulente della famiglia del ricercatore italiano ucciso al Cairo, tuttavia, è accusato di una lunga lista di reati tra cui istigazione alla violenza per rovesciare governo e Costituzione; attacchi contro polizia con intenti terroristici; adesione a gruppo terroristico; promozione di attentati terroristici e di crimini su Internet: tutte accuse contenute nella nuova legge anti-terrorismo e che potrebbero costringere Abdallah in prigione per anni in attesa di una sentenza.
La legge prevede inoltre la pena capitale per chi è accusato di essere un leader di un gruppo terroristico o per gli esecutori materiali di attacchi mortali. Tuttavia il leader spirituale dei Fratelli Musulmani Mohammed Badie è stato condannato a morte per promozione e incitamento al terrorismo.
Ieri famiglia Regeni si è detta "angosciata" per l'arresto in Egitto "del dottor Ahmed Abdallah, ong che sta offrendo attività di consulenza per i nostri legali". Attraverso un comunicato stampa la famiglia ha espresso "preoccupazione per la recente ondata di arresti in Egitto ai danni di attivisti per i diritti umani, avvocati e giornalisti anche direttamente coinvolti nella ricerca della verita' circa il sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio".
Secondo quanto riferito dal sito internet egiziano "Aswat Masriya", Abdallah è stato arrestato lunedì mattina nella sua casa a Heliopolis, nell'area metropolitana del Cairo, nell'ambito del giro di vite della sicurezza egiziana in vista della protesta contro la "svendita" delle isole del Mar Rosso Tiran e Sanafir all'Arabia Saudita, tenuta lo scorso 25 aprile in occasione dell'anniversario della liberazione del Sinai dalle forze militari israeliane nel 1982.
L'organizzazione non governativa britannica Amnesty International ha confermato che "Abdallah è stato prelevato nella sua abitazione nella notte tra il 24 e il 25 aprile dalle Forze speciali". Allo stato attuale, tuttavia, non è chiaro se sia stato istituito un processo nei confronti dell'attivista egiziano.
Presentatrice tv chiede scusa, "non volevo offendere"
La presentatrice televisiva egiziana e attrice Rania Mahmud Yassen ha chiesto scusa pubblicamente per le parole offensive pronunciate due giorni fa in una trasmissione televisiva contro il giovane italiano Giulio Regeni, scomparso lo scorso 25 gennaio al Cairo e ritrovato morto il 3 febbraio in un sobborgo di Giza.
L'attrice ha ricordato che "la religione islamica non permette di offendere i defunti". E poi ha aggiunto, intervitata all'emittente egiziana ""al Assima": "Non era mia intenziona offendere la persona di Regeni, ma le mie parole sono state male interpretate e mal tradotte. Il mio era solo un attacco alla stampa occidentale per la posizione assunta contro l'Egitto su questo caso".
Lo scorso 25 aprile la Yassen aveva voluto denunciare che quello di Regeni non era l'unico caso al mondo di omicidio, definendo "un complotto" contro l'Egitto l'attenzione internazionale suscitata dalla vicenda. La presentatrice aveva usato toni durissimi aggiungendo che il ricercatore italiano poteva "anche andare al diavolo". "Lasciate che vi dica una cosa: tutto questo interesse per il caso a livello internazionale, come nel Regno Unito e negli Stati Uniti, rappresenta una sola cosa: siamo davanti ad un complotto. Come se Regeni fosse il primo caso di omicidio in tutto il mondo".